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Nitto Palma blinda il Cav: Nostro leader anche fuori dal Parlamento. Rodotà: Nessuno spiraglio per la grazia

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Nitto Palma

 

A quattro giorni di distanza dalla nota del presidente della Repubblica che ha caricato di nuove sofisticazioni la condanna definitiva di Silvio Berlusconi, il Cavaliere rimane chiuso nel “fortino” di Arcore nel suo inespugnabile silenzio. Nessuna dichiarazione che possa suggerire il reale stato d’animo dell’ex premier, che alcuni dipingono come volitivo e  combattente, altri come irrimediabilmente sfiduciato.

A “colmare” i sui pesanti silenzi ci pensano, però, i pidiellini. Ieri è toccato all’ex ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, che ospite della trasmissione KlausCondicio (su Youtube) ha detto: Io non credo che l’essere o meno in Parlamento possa impedire al presidente Berlusconi di esercitare la sua leadership“. “Chi pensa che l’impegno di Berlusconi possa ridursi a una sorta di guida spirituale del centrodestra si sbaglia di grosso. La sua – ha spiegato l’ex togato – rimarrebbe sicuramente una guida politica a pieno titolo. Pensi alle ultimi elezioni, il presidente Berlusconi non si è candidato a premier e ciò non ha minimamente inficiato la sua leadership”.

Tesi ribadita poco più avanti: “Grillo siede in Parlamento? E D’Alema? – ha fatto notare l’ex Guardasigilli – Non ci sono sentenze o altro che possano impedire a Berlusconi di essere la prestigiosa guida del centrodestra”. E sulla possibilità di inoltrare una formale richiesta di grazia al Quirinale: “L’eventuale richiesta di grazia non significherebbe di per sé accettazione della condanna – ha affermato il pidiellino – e non escluderebbe in alcun modo altri mezzi di impugnazione della sentenza della Cassazione, quale ad esempio il ricorso in sede europea”

La pensa in tutt’altro modo il giurista Stefano Rodotà, che interpellato ieri da Radio Capital sul rebus che riguarda l’eventuale clemenza da concedere al Cavaliere: Spiragli per la grazia, nella nota di Napolitano, non ne vedo – ha dichiarato – non ci sono le condizioni. Tra tre anni non so cosa potrebbe accadere, ci potrebbe anche essere una situazione di emergenza umanitaria, ma oggi come oggi no”.

“Napolitano ha escluso che la grazia arrivi motu proprio e poi – ha continuato il costituzionalista che ha “rischiato” di impiantarsi al Quirinale – per la grazia sono fissate condizioni specifiche che fanno perno sul carattere umanitario della decisione. Fino a quando non saranno presenti le condizioni indicate dalla legge, dalla giurisprudenza, dalle consuetudini costituzionali e dai precedenti – ha dettagliato Rodotà – la grazia non può essere concessa. Questo dovrebbe chiudere il discorso e la partita”.

 

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