Moretti (Pd) insiste: Possibile un’altra maggioranza. Ma il M5S conferma il niet

Alessandra Moretti

 

Ricordate la “strana idea” ventilata qualche giorno fa dalla deputata del Pd, Alessandra Moretti? L’ex portavoce di Pier Luigi Bersani ci crede così tanto che ha (ben)pensato di rimarcarla ieri, in un’intervista concessa a La Repubblica.

“Se il Pdl dovesse far cadere il governo – è tornata a ipotizzare la Moretti – a quel punto non escludo affatto che Napolitano riaffidi l’incarico a Enrico Letta, per verificare in Parlamento se ci sono i numeri per realizzare un programma fatto di pochissimi punti, come una nuova legge elettorale che garantisca stabilità al Paese e un’altra legge di stabilità, in vista del semestre italiano di presidenza della Ue”.

La “suggestione” del Letta-bis ha rapito al tal punto la democratica da spingerla a fornire tutte le argomentazioni del caso. Tanto che, interpellata sulla nuova ipotetica maggioranza che dovrebbe sostenere il  secondo mandato governativo di Enrico Letta, l’ex “bersaniana” ha risposto: “Immagino che davanti a un programma stringato e preciso, nel Pdl si apra una spaccatura profonda. Non riterrei così scontato il prevalere della fedeltà assoluta al capo”. Di più: “Il Pdl ha cinque ministri – ha sottolineato la parlamentare del Pd – in caso di crisi tre potrebbero restare: Lupi, Quagliariello e De Girolamo”.

A sbugiardarla è arrivato, però, a stretto giro il tweet “cinguettato” dalla responsabile delle Politiche agricole: “Cara Moretti, grazie per l’attenzione – le ha risposto Nunzia De Girolamo – ma non sono mai stata una cacciatrice di poltrone. Seguirei il mio leader nella buona e nella cattiva sorte”.

Ma per scoraggiare Alessandra Moretti ci vuole ben altro. La democratica ha, infatti, ampiamente spiegato che la nuova maggioranza ingloberebbe non solo i pidiellini meno “fedeli” al Cavaliere, ma anche alcuni “grillini”: “Ce ne sono diversi in sofferenza e che sarebbero pronti ad andare nel Gruppo Misto – ha rivelato ieri la deputata Pd alla Repubblica – Al Senato almeno una trentina su circa 50″.

Ma i conti non tornano, almeno per il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio: “Premesso che i nostri senatori sono meno di 50 in tutto – ha precisato su Facebook il “cittadino” 5 Stelle – Ciò significa che quasi i due terzi del gruppo parlamentare al Senato sarebbe, secondo quanto dichiarato dalla Moretti, ‘in sofferenza, quindi pronto a passare al misto’. Se fosse stato così – ha continuato Di Maio – questi fantomatici 30 avevano la maggioranza anche per cambiare il nome al gruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, dettarne la linea politica, etc. Così non è stato”.

“La verità è che il Pd farà di tutto per non tornare a casa – ha affondato il vice della Boldrini – La posta in gioco è troppo alta. Le loro correnti in vista del congresso stanno affilando le armi. Con un’intervista del genere – ha sottolineato il parlamentare “pentastellato” – cercano di spaccarci, è chiaro. Berlusconi compra direttamente gli avversari, il Pd è solito usare metodi più subdoli”. “La Moretti oggi ha lanciato l’amo per conto dell’establishment – ha insistito Luigi Di Maio – Come c’hanno provato già in passato. Faranno di tutto per non tornare a casa, di tutto. Anche salvare Berlusconi.