Caso Berlusconi: la soluzione del ministro Mauro si chiama amnistia

Mario Mauro

 

Non c’è giorno che passi senza che qualcuno si eserciti nella trattazione del cosiddetto “caso Berlusconi”. Editorialisti, analisti, giuristi e attori politici si affannano da settimane a fornire soluzioni più o meno fantasiose, destinate (nelle loro personali ambizioni) a risolvere il rebus dell’estate.

L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il ministro della Difesa, Mario Mauro, che in un’intervista concessa ieri al sito sussidiario.net ha detto: “Propongo un atto di realismo. Occorre ripristinare il senso dello stare insieme, che non è nelle corde naturali del centrodestra e del centrosinistra, ma è qualcosa cui si è obbligati per le circostanze che il Paese sta vivendo”.

“Sarebbe la premessa sulla quale far germogliare un’armonia – ha continuato l’esponente di Scelta Civica – requisito indispensabile per parlare di giustizia, e arrivare ad un atto di clemenza di iniziativa delle Camere, cioè un’amnistia. Questa, e lo dico a titolo personale – ha precisato il ministro – è l’unica alternativa reale a un confronto politico immaginato per troppo tempo senza esclusione di colpi. Da una parte e dall’altra”.

La via d’uscita dal cul de sac del dopo-sentenza, per il responsabile della Difesa, condurrebbe insomma dritto al provvedimento dell’amnistia che, ha aggiunto Mauro, non ricadrebbe solo sul “caso Berlusconi”, ma anche su quello “delle migliaia di detenuti in sovrannumero che affollano le carceri italiane”.

La proposta del ministro avrebbe già uno sponsor d’eccezione: la collega di governo Annamaria Cancellieri, che interpellata nei giorni scorsi sull’amnistia, ha inequivocabilmente dichiarato di esserne a favore. L’invito all'”armonia” promosso ieri da Mario Mauro ha convinto molti esponenti del Pdl, tra cui Fabrizio Cicchitto“La proposta è condivisibile – ha detto – Il blocco dell’amnistia sta producendo conseguenze inaccettabili. Su questo terreno non si può procedere secondo schematismi ideologici, ma deve prevalere il senso di umanità”.

Ma a sbarrare la strada è intervenuto il “bersaniano” Davide Zoggia: “È ora di dire basta e di finirla con i continui ripescaggi dell’idea di amnistia per salvare Berlusconi – ha tuonato l’esponente del Pd – Sta diventando una storia indecente, oltre che imbarazzante per coloro che avanzano queste proposte”. E che la soluzione proposta ieri dal ministro della Difesa sia frutto di un ragionamento del tutto personale lo ha confermato il capogruppo di Scelta Civica al Senato, Gianluca Susta, che ha preso le distanze dalla posizione esternata dal compagno di partito: Sono decisamente contrario ad altri indulti e amnistie – ha tagliato corto – Non dimentichiamo che Berlusconi è stato condannato a quattro anni e gode dell’indulto di tre anni”.

Un no fermo alla “soluzione-amnistia” è arrivato anche dal partito di Nichi Vendola e dal Movimento 5 Stelle che ha definito “pantomine” le discussioni animate ieri dall’uscita del responsabile della Difesa.