D’Alema: Con Renzi si vince. Letta? Un leader provvisorio

GOVERNO: D'ALEMA, GRATO A MONTI MA ORA TOCCA ALLA POLITICA

 

Metti una piccola festa democratica in cui potersi “sbottonare” con un ristretto gruppo di militanti ai quali consegnare previsioni e auspici. Massimo D’Alema, qualche sera fa, si sarebbe ritrovato in una situazione del genere: arrivato alla festa Pd di Taizzano (frazione di Narni), l’ex premier avrebbe ampiamente rendicontato sul delicato momento politico, coinvolgendo nella sua analisi l’attuale presidente del Consiglio e l’ex “rottamatore” Matteo Renzi.

Le sue “confidenze” politiche ai militanti di Narni sono state raccolte da un giornalista de Il Fatto Quotidiano, che le ha ieri inanellate in un’ampia pagina dedicata al dirigente del Pd. Letta è solo un leader di transizione per un governo momentaneo e con un programma di scopo – avrebbe detto D’Alema – Non sarà utile una seconda volta. Per il futuro io immagino Gianni Cuperlo alla segreteria del partito e Matteo Renzi a Palazzo Chigi”.

E sui quotidiani “scossoni” politici che minacciano la tenuta del governo: “Alla fine non ci sarà nessuna crisi – avrebbe vaticinato l’ex presidente del Copasir – Se il centrodestra pensa di legare il proprio destino a quello giudiziario di Berlusconi, si dovrà rassegnare a un declino senza ritorno. Credo che se si andrà alla conta dei voti in Aula il centrodestra potrebbe dividersi – avrebbe aggiunto D’Alema – Se invece vogliono andare alle elezioni, noi siamo pronti. Ma non credo. Berlusconi sa che siamo 15 punti avanti a lui con Renzi”.

Berlusconi dovrebbe dimettersi – avrebbe insistito l’ex presidente del Consiglio – E prima o poi lo farà. In effetti potrà continuare a fare politica anche fuori dal Parlamento, come insegna Grillo, che non è in Parlamento non perché non vuole, ma perché non può, essendo pregiudicato per un reato odioso, l’omicidio colposo. Quindi Berlusconi, anche come pregiudicato – avrebbe chiosato D’Alema – arriva per secondo. Prima Grillo poi lui”. 

Le dichiarazioni riportate dal Fatto Quotidiano hanno creato non poco trambusto. Da qui la contromossa di Massimo D’Alema, che ha incaricato la sua portavoce, Daniela Reggiani, di occuparsi della spinosa faccenda. “Le dichiarazioni attribuite da Il Fatto a Massimo D’Alema sono il frutto di un resoconto parziale, talora distorto e forzato – si legge nella nota vergata dalla Reggiani – Ne esce fuori una ricostruzione del suo incontro con i militanti del Pd alla festa di Taizzano che non è fedele ed è gratuitamente ed esageratamente polemica”.