E Letta disse: Do il sangue, ma questo non è il mio governo

Enrico Letta

 

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, sa che l’accusa che viene rivolta, con maggiore frequenza, al suo governo è quella di “baloccarsi” in rinvii e temporeggiamenti. Per questo, intervenuto ieri alla festa nazionale del Pd di Genova, ha subito messo le mani avanti: “Non sono stati solo mesi di rinvii – ha dichiarato – stiamo cambiando l’Italia”. Grazie al sostegno di uno sponsor di eccezione, che il premier non ha mancato di menzionare: “Non finiremo mai di ringraziare Giorgio Napolitano – ha detto – E’ un gigante attaccato da formiche”.

E nel corso del suo discorso, il democratico non ha taciuto la fatica di guidare una squadra così disomogenea: “Non auguro a nessuno di governare con il clima politico e le montagne russe dei quattro mesi in cui ho guidato il governo – ha affermato – Lo faccio perché ho il Pd a fianco”. Di più: “Questo con il quale sto lavorando con impegno massimo – ha aggiunto il premier – è un governo al quale sto dando tutto, sangue e salute, ma non è il governo per cui ho fatto campagna elettorale”.

Un pallido misconoscimento che, insieme ai “proclami” bellicosi di Silvio Berlusconi, potrebbe far suonare le “campane a morto” per le “larghe intese”.