M5S: Boldrini nel “mirino” di Messora

 

Laura Boldrini

 

Una pattuglia di 12 parlamentari “pentastellati” ha organizzato la più singolare delle forme di protesta che la storia repubblicana ricordi: l’occupazione del tetto di Montecitorio. Il motivo? Denunciare il tentativo di “correggere” la carta costituzionale attraverso una modifica che – a loro giudizio – potrebbe spianare la strada a un sistema presidenziale. La mobilitazione dei 5 Stelle ha conquistato l’attenzione dei media che si sono affrettati a registrare le reazioni degli altri gruppi politici. A farsi sentire è stata anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha stigmatizzato l’azione dei “grillini” definendola eccessiva e dannosa, anche da un punto di vista meramente economico.

La lettura fornita dalla Boldrini, che ha consultato l’ufficio di presidenza della Camera per valutare le possibili sanzioni da comminare ai “cittadini pentastellati”, ha indispettito il consulente per la comunicazione del M5S, Claudio Messora, che dal blog di Beppe Grillo ha affondato contro la numero uno di Montecitorio. “Dunque un vecchio puttaniere che si è fatto proteggere dalla mafia (sentenza Dell’Utri), che ha comprato giudici per interposta persona (Vittorio Metta) e che è stato appena condannato in via definitiva con interdizione dai pubblici uffici – ha esordito il blogger – può continuare a gravare sui conti pubblici, pur senza presentarsi mai al Senato. Invece, una dozzina di parlamentari del M5S, incensurati, con tutti i loro bravi diritti politici a posto, che al contrario del vecchio puttaniere si presentano talmente tanto sul posto di lavoro da restarci anche per una intera nottata pur di difendere i principi in cui credono e gli ideali dell’elettorato che rappresentano – ha argomentato Messora – dovrebbero invece venire sanzionati e perdere il diritto di voto”.

“Questo è il senso dell’equità politico-sociale della presidente della Camera Laura Boldrini – ha rincarato l’esperto di comunicazione – O, per dirla con le sue parole, questa è l’interpretazione che lei dà del ‘decoro istituzionale’, giacché ieri si è presentata all’ufficio di presidenza, dopo i lavori d’aula, sostenendo che l’iniziativa del Movimento 5 Stelle di salire sul tetto della Camera, contraria appunto ad ogni decoro istituzionale, era stata fonte di maggiori costi, i quali sarebbero stati dunque da addebitare senza indugio – ha scritto il blogger – ai ragazzi che da ieri pomeriggio hanno appeso uno striscione in cima alla Camera dei Deputati, con scritto ‘La Costituzione è di tutti'”

Ma il consulente del M5S ha fatto due calcoli: “La Boldrini lamenta che sarebbero stati coinvolti una ventina di commessi a lavorare, stanotte, alla Camera – ha scritto sul blog di Grillo – Ogni commesso costa circa 75 euro. Venti commessi per 75 euro fanno 1.500 euro. Peccato che 15 commessi – ha precisato Messora – restino alla Camera comunque, tutte le notti. Dunque stiamo parlando del maggiore esborso di 4 soli commessi o meno ancora. Ovvero la bellezza di 150 euro, che possiamo ipotizzare – ha affondato ancora il consulente dei “grillini” – costino tanto quanto le pulizie dell’ufficio della Boldrini nell’arco di una settimana”.