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Centristi in fermento: Monti e Casini battono un colpo

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CASINI, PER NOI DOPO MONTI C'E MONTI

 

L’uno a Caorle (in provincia di Venezia), l’altro a Chianciano Terme: Mario Monti e Pier Ferdinando Casini sono stati i protagonisti delle feste organizzate dai loro rispettivi partiti nel week end appena conclusosi. Da “separati in casa” (Scelta Civica e Udc hanno preferito mantenere distinte le loro identità politiche), si sono contesi ospiti e discussioni, convergendo sulla necessità di tutelare il governo in carica.

I risultati delle ultime elezioni politiche non li hanno di certo premiati, ma il “debuttante” Monti e il navigato Casini non si sono dati per vinti. “Le riforme devono essere profonde e radicali e condotte con cocciuta determinazione – ha scandito ieri, nel suo discorso conclusivo, il Professore – In questo senso noi siamo radicali, vogliamo piantare le riforme con le radici, renderle resistenti al vento e alle piogge”. “Noi siamo moderati – ha precisato l’ex presidente del Consiglio – ma vogliamo politiche radicali perché il Paese ne ha bisogno”.

Quanto ai progetti immediatamente futuri: “Esigeremo un patto di coalizione come condizione della nostra permanenza in maggioranza – ha detto Monti – e io credo come rafforzamento del presidente del Consiglio e dell’intero governo”. In pratica, l’ex tecnico “folgorato” dalla politica ha ufficializzato la volontà di osare di più, allontanandosi dall’angolo in cui i due più robusti partiti di maggioranza (Pd e Pdl) lo hanno finora confinato.

E nel suo discorso – come sempre giocato sul filo della moderatezza e dell’aplomb – ha trovato spazio anche qualche “stoccata” a Silvio Berlusconi“Noi difendiamo la legge Severino non perché l’abbiamo fatta noi – ha detto – ma perché non vogliamo tornare all’epoca dell’impunità“. E ancora: “Non vorremmo conquistare neanche un voto con la menzogna ha scandito Monti strappando l’applauso più convinto alla platea – Non vorremmo conquistarli facendo una promessa che sappiamo che non potrà essere mantenuta o facendo promesse che, se fossero mantenute – ha precisato l’ex premier – rovinerebbero l’Italia”.

E Pier Ferdinando Casini? Dal palatenda di Chianciano Terme, lo storico leader dell’Udc ha parlato a braccio per circa un’ora ritornando sugli errori del passato, analizzando la situazione presente e indicando la strada da seguire in futuro. “Lo dico agli amici del Pdl – ha esordito – noi dobbiamo avere un grande rispetto reciproco. Non è vero che ci sono stati problemi personali che hanno diviso i nostri percorsi politici, ci sono state valutazioni della nostra forza politica a cui la storia – ha rivendicato Casini – ha dato ragione, se è vero che oggi parlano tutti del bipolarismo che ha devastato l’Italia”.

Poi la bocciatura del Movimento 5 Stelle“Il rinnovamento è una cosa bellissima – ha riconosciuto l’ex presidente della Camera – ma quando vedo che il rinnovamento in questa Repubblica coincide con l’occupazione dei tetti, allora dico: benvenuto al professionismo politico”. E la rocciosa certezza che questo governo va sostenuto con ogni mezzo: “Con chi farà cadere Letta, noi non potremo avere nessun tipo di alleanza e di solidarietà politica”, ha avvertito il centrista. Che ha aggiunto: “Il governo Letta va aiutato, chi fa saltare tutto è un irresponsabile”. 

E sui progetti futuri, anche il leader dell’Udc sembra avere le idee chiare: “La politica non si fa da soli – ha detto – Noi dobbiamo essere il lievito per una cosa più grande, dobbiamo essere protagonisti di una grande idea che si sta affermando nel nostro Paese”. Un progetto da condividere con altri soggetti politici: “Noi, Scelta Civica, quella parte del Pdl interessata a questi discorsi – ha spiegato Casini – dobbiamo andare in giro e coinvolgere i tanti movimenti ‘non allineati’ che ci sono sui territori”. “Noi abbiamo le idee chiare – ha assicurato in conclusione l’ex “delfino” del Cavaliere – e sappiamo che il destino del nostro partito è grande”.