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Serie A, terza giornata 2013/14: il pagellone dell’ignoranza – il top e flop più amarcord del web

Sempre in collaborazione con  la fanpage degli Amici del Nicolone, torna – per la gioia di grandi e piccini (e soprattutto per quella generazione di mezzo che ha vissuto gli anni ’90 del mondo ch’era un’arca) – l’unico vero ed origianle pagellone dell’ignoranza.

Siamo giunti alla terza giornata, abbiamo assistito ad un equilibrato derby d’Italia (anche se non sono più i derby d’Italia di una volta, quando Antonio Conte era in campo e sembrava ben più anziano d’oggi che la Juventus la guida dalla panchina) e agli infortuni di due dei grandi acquisti del mercato estivo (Mario Gomez, anche a causa della poca umiltè, dovrà stare fuori 2 mesi almeno; Kakà ha già deciso di autosospendersi lo stipendio, un po’ come Redondo anni fa: speriamo per i tifosi rossoneri che il precedente non venga rispettato in tutti e per tutti); abbiamo visto Roma e Napoli conquistare la vetta a punteggio pieno (anche grazie all’ottimo lavoro dei due tecnici stranieri) e Catania e Sassuolo iniziare come le Cremonesi e le Reggiane di un tempo (0 punti e tanti schiaffi).

Ma passiamo la parola al pagellone, che è meglio.

TOP – CAMPAGNARO

In una giornata dove i nerazzurri dimostrano di potersela giocare alla pari con la Juve, tutti ma proprio tutti i giocatori interisti danno il meglio di sè. Icardi , stereotipo del classico tamarro di paese, maglia attillata alla guida di un Phantom elaborato con casco a scodella slacciato e sollevato, segna il gol decisivo; Taider sfodera un’ottima prestazione nonostante l’after al Peter Pan e le due risse vinte ai supplementari della sera precedente; Alvarez ci sta dicendo ormai da tre giornate che il fratello sfigato e nerd è rimasto a casa a preparare il compito di Fisica e a divorare giochi per PC; tuttavia la palma del migliore di giornata va ad un 33enne pregiudicato argentino che colleziona tibie e ammonizioni manco fossero doppioni della figurina di Tassotti (a cui chiaramente si ispira). Hugo Campagnaro sembra un cacciatore di taglie appena uscito da un vecchio film di Sergio Leone e rincorre l’Apache per 90 minuti, cercando di intascare quei fottutissimi 5000 verdoni che lo sceriffo Mazzarri gli ha promesso in caso di missione compiuta. Se ne va con un ottimo punto e, manco a dirlo, un cartellino giallo. Vai Hugo, i tuoi pugni in area di rigore e i tuoi recuperi al limite della denunzia sono la nostra macchina del tempo della domenica. Voto 8.

FLOP – SAMPDORIA

Tutti noi nostalgici avremmo voluto vedere un bel derby, giocato a viso aperto, con la Doria dei gemelli del prive’ Vialli-Mancio, del collezionista di vergini Pagliuca e di “nonno cattiveria” Vierchowood a fare da contraltare alla banda dei narcos comandata da Pato Aguilera. Invece in questo derby della Lanterna manca una contendente. Vero che Da Costa sembra piu’ adatto a borseggiare le vecchiette sul lungomare di Pegli che a fare il portiere in serie A, vero che Obiang non ha nemmeno i capelli tinti del vecchio Cerezo, vero che Palombo perderebbe uno sprint nei 20 metri con lo stakanovista del bianchino di una bocciofila di provincia, ma un solo punto in tre partite è decisamente troppo poco. Delio rifletti e, se necessario prendili tutti a pugni. Voto 4