Il governo vacilla sull’Iva

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:36

Aumento Iva

 

Il malfermo governo delle larghe intese, messo quotidianamente a repentaglio dalle divergenze tra i due partiti di maggioranza, rischia di franare sull’Iva. Il cui aumento di un punto percentuale a partire dal prossimo 1 ottobre è dato come sempre più probabile dai tecnici del ministero dell’Economia. Stando alle ultime indiscrezioni raccolte, infatti, lo staff di Fabrizio Saccomanni avrebbe appurato che nelle casse dello Stato non ci sono le risorse necessarie a scongiurare l’impopolare aumento che deprimerebbe ulteriormente i consumi degli italiani.

Una brutta notizia senz’altro, che ha fatto arrabbiare molti attori politici, soprattutto quelli del centrodestra che si erano impegnati coi loro elettori a sbarrare la strada a qualsiasi aumento delle imposte. A indispettirli ulteriormente è stata la tempistica con cui il ministero dell’Economia ha lasciato trapelare la notizia, arrivata all’indomani della visita a Roma del commissario europeo Olli Rehn che, secondo alcuni, avrebbe messo in guardia i tecnici di via XX settembre sulle mosse da fare.

Ne è convinto il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta“E’ bastata la visita di un giorno a Roma del commissario per gli Affari economici e monetari della Ue, Olli Rehn, con le sue inopportune dichiarazioni – ha detto – che tutti adesso reputano inevitabile l’aumento dell’Iva a ottobre”. Gli accordi di maggioranza prevedevano che non aumentasse l’Iva ad ottobre, e così sarà – ha tagliato corto il pidiellino – Altrimenti non ci sarà più la maggioranza”. 

Un ultimatum bello e buono al presidente del Consiglio, al quale Brunetta ha mandato a dire (senza giri di parole) che la tormentata coabitazione al governo potrebbe presto interrompersi. Per motivi che nulla hanno a che fare con la possibile decadenza del senatore Silvio Berlusconi.

A proporre la sua personale soluzione è stato il viceministro all’Economia, Stefano FassinaPer evitare l’aumento dell’Iva rivediamo l’intervento sull’Imu – ha detto – Confermiamo la cancellazione per il 90% dei proprietari e lasciamo contribuire il 10% delle abitazioni di maggior valore“. “L’aumento dell’Iva dal primo ottobre peserebbe negativamente sull’economia, non c’è dubbio – ha evidenziato Fassina – Va evitato, ma non vi sono gli spazi di finanza pubblica per affrontare entro la fine dell’anno Iva, Imu, cassa integrazione in deroga, missioni internazionali e interventi per rispettare il limite del 3% di deficit sul Pil. Un impegno – ha precisato il democratico – assunto dal governo Berlusconi, non da Letta o Saccomanni. È necessario, quindi, scegliere”.

 

 

 

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