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Lega: congresso a metà dicembre. Si candida anche Bossi?

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Da una parte il Pd che, come da copione, fatica a trovare un accordo sulle regole del prossimo congresso e riesce solo a convenire su una data di compromesso; dall’altra la Lega che si è ieri riunita a Venezia per l’Assemblea federale.

Un appuntamento a cui hanno partecipato tutti i big del partito, fatalmente distinti in due grandi fazioni: “maroniani” e “bossiani”. Il prossimo congresso si svolgerà al Lingotto di Torino il 14 e 15 dicembre e dovrà eleggere il successore di Roberto Maroni. Tra i “papabili”: l’attuale segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, il capogruppo della Lega alla Camera, Giancarlo Giorgetti, e il sindaco di Verona, Flavio Tosi. Ma non è escluso che anche il “padre nobile” del Carroccio, Umberto Bossi, decida di candidarsi.

Più precisamente: intercettato di prima mattina da qualche cronista, il Senatur aveva confidato di considerare assai probabile (quasi sicura) la sua candidatura, ma nel corso della giornata (dopo incontri più o meno pubblici con altri dirigenti della Lega) sembra aver maturato altre considerazioni. Tanto che, prima di andar via dall’Assemblea, a chi gli ha chiesto di svelare, una volta per tutte, se si riproporrà alla guida del Carroccio: “Deciderò all’ultimo momento, sono al servizio della Lega”, ha risposto Bossi. “In tanti mi chiedono che mi candidi e se dico il contrario, mi invadono la casa, ma dobbiamo tenere la Lega unita“, ha spiegato. Il sentore è che lo storico fondatore della Lega se ne sia andato via con meno certezze di quante ne aveva portate con sé a inizio giornata.

A illustrare le nuove “regole” del congresso (che verranno ufficializzate nel corso di una riunione che si svolgerà la prossima settimana) è stato, invece, l’attuale segretario, Roberto Maroni“Questo sarà il congresso dei militanti – ha annunciato – Non voteranno più solo i delegati, ma anche i militanti che ci sostengono da almeno 5 anni”. “Stiamo studiando le forme, saranno una sorta di primarie“, ha aggiunto Maroni. Che non ha fatto mistero dei suoi orientamenti per la scelta del suo successore: “Per quanto mi riguarda – ha detto – il nuovo segretario dovrà essere un giovane che guarda al futuro e che garantisca alla Lega il futuro che merita, senza nostalgie per il passato”. Un identikit che non lascia alcuna speranza a Umberto Bossi.