Puglia: è polemica sui fondi destinati ai transgender

Transgender

 

A far esplodere la polemica è stata la delibera con cui la Regione Puglia ha dato ieri il via libera allo stanziamento di 170 milioni di euro per il centro per i disturbi dell’identità di genere del Policlinico di Bari.

Soldi mal spesi, secondo il capogruppo del Pdl alla Regione, Ignazio Zullo: “Partiamo dal presupposto che noi siamo per come la natura ci ha fatti – ha esordito – Ma soprattutto crediamo che la Regione debba farsi carico di garantire innanzitutto i livelli essenziali di assistenza, piuttosto che fare scelte basate su un substrato ideologico, usando soldi pubblici per la felicità di alcuni e non della collettività. Perché un diabetico – ha tagliato corto Zullo – può essere di destra o di sinistra, ma ha diritto a essere curato”.

La pensa in maniera marcatamente diversa il democratico Pino RomanoCredo che in Puglia dovremmo finanziare anche il cambio di mentalità di certe persone, oltre alle attività legate al cambio del sesso – ha ironizzato il capogruppo del Pd regionale – Solo così, forse, non sentiremmo più sciocchezze su argomenti tanto delicati e complessi come i disturbi dell’identità di genere”. “Se poi chi contesta la scelta della Regione Puglia lo fa in nome del ‘noi siamo per come la natura ci ha fatti’ – ha aggiunto Romano – ci resta davvero poco da dire”.

E a difendere la “bontà” del finanziamento stanziato dalla Regione sono stati anche i tecnici dell’assessorato alla Salute: Questa delibera – hanno spiegato – non sottrae risorse ad altri servizi, proprio perché esiste un fondo dedicato ai progetti di rilevanza regionale, per il quale ogni anno vengono accantonate specifiche risorse. Con questa delibera di Giunta – hanno ulteriormente precisato i tecnici della Regione presieduta da Nichi Vendola – andiamo a sostenere un servizio unico nell’Italia meridionale, che da oltre 10 anni svolge assistenza psicologica ai transgender”.