Justin Timberlake: un’infanzia passata con amici immaginari

justin-timberlakeChi non conosce Justin Timberlake, cantante e attore americano che ha esordito nel mondo della musica con la band ‘N Sync? Marito di Jessica Biel, è un personaggio poliedrico, pieno di progetti, attività e sogni. Pochi giorni fa ha presentato online ai suoi fan “TKO”, il secondo singolo estratto dal nuovo album “The 20/20 Experience”. Da noi il disco uscirà il 30 settembre e conterrà due autorevoli featuring, ossia quelli effettuati con Jay-Z e Drake.

Ma i progetti di Timberlake non finiscono qui, l’artista 32enne a breve sarà protagonista addirittura di due film, “Inside Llewyin Davis” il nuovo lavoro dei geniali fratelli Coen che esplora il movimentato periodo musicale del Greenwich Village alla vigilia dell’arrivo di Bob Dylan. E “Runner Runner”, che uscirà in Italia domani, il 26 settembre, un thriller in cui si parla del gioco d’azzardo online. Timberlake interpreta Richie Furst, uno studente di Princeton che per pagarsi la borsa di studio tenta la fortuna con il poker online, perdendo però i suoi soldi. Quando scopre di essere stato truffato decide di andarseli a riprendersi. Il viaggio lo porterà dal boss Ben Affleck, che farà di lui il suo braccio destro.

Proprio in occasione di questi successi e dei nuovi progetti, Justin Timberlake pochi giorni fa ha rilasciato alla CNN una lunga intervista dove ha parlato della sua vita, del privato e soprattutto dell’infanzia. L’attore e musicista ha ammesso a metà intervista di aver avuto una vita felice ma solitaria, prima di entrare a far parte di Mickey Mouse Club, trasmissione tv a cui hanno partecipato anche Britney Spears e Christina Aguilera, la sua infanzia era vuota, per questo motivo, per farsi compagnia, aveva creato nella sua mente tanti amici immaginari con cui passare le giornate. Justin ha rivelato in trasmissione: “Avevo amici immaginari, ero un po’ strambo. Sono cresciuto in una piccola città e mi sono sempre sentito piuttosto solo. Sono figlio unico e di solito i figli unici hanno molti vantaggi ma anche tante responsabilità in più perché non hanno nessuno su cui scaricare la colpa se si rompe un vaso, ad esempio”. La popstar planetaria ha ammesso di essere stato un ragazzino strano e di aver usato la sua creatività per sentirsi in compagnia. Cosa dire? Le star sono umane come noi!