Torino-Verona 2-2, Ventura e Mandorlini in coro: “Pareggio giusto”

MandorliniTorino-Verona 2-2 – Quando fa il suo ingresso nella sala conferenze dello stadio Olimpico, Andrea Mandorlini ha lo sguardo teso ma soddisfatto. Il tecnico gialloblù sarebbe tornato ben volentieri a Verona accompagnato dai tre punti, ma al termine della partita con il Torino è costretto ad ammettere – seppur a denti stretti – che il 2-2 finale è il risultato più giusto. Decisamente più sereno Giampiero Ventura, che pure qualche motivo in più per storcere il naso ce l’avrebbe. Pur rivoluzionata dal turn-over, la sua squadra si è dimostrata ancora molto pimpante, andando due volte in vantaggio e sfiorando anche il colpo del ko: consapevole dei meriti dell’avversario, però, l’allenatore granata evita di recriminare per quello che poteva essere e non è stato.

Ventura – “Peccato, avremmo voluto conservare almeno uno dei due vantaggi, ma sinceramente il rammarico che mi rimane è quello per le partite contro Atalanta e Milan, in cui avevamo raccolto meno di quanto meritato: stasera i nostri avversari mi hanno fatto un’ottima impressione e alla fine hanno meritato il pareggio. Apprezzo molto il loro modo di giocare, non è facile affrontarli: difendevano in dieci e ripartivano bene, era una gara molto complicata da interpretare. Certo, quando vai due volte avanti poi la vuoi vincere, e noi abbiamo avuto la grande occasione di fare il 3-1 con il palo di Meggiorini. Poi è arrivavo il rigore, che poteva essere evitato: ma sono cose che ci stanno. Nel finale eravamo un po’ stanchi anche a causa di qualche problema di troppo: Rodriguez rientrava dopo l’infortunio, Immobile aveva avuto la febbre, D’Ambrosio continuava a chiedermi il cambio. Purtroppo alcuni giocatori non stanno benissimo, molti sono affaticati: speriamo di arrivare al derby in salute, perché io resto dell’idea che se stiamo bene possiamo giocarcela con chiunque. Cerci capocannoniere? Dovremmo andare a leggere alcune cose scritte in passato: c’era chi diceva che non poteva fare la punta. Al di là delle battute, sono contento per lui: sta facendo molto bene ma può crescere ancora, è appena all’inizio di un percorso nuovo. Toni in campo dal 1′? Non mi ha sorpreso: è un grande giocatore, è stato un Campione del Mondo, quando sta bene è utilissimo alla sua squadra perché attira il gioco su di sé per poi liberare i compagni”.

Mandorlini – “Siamo stati molto più lucidi del Torino, non solo nel finale ma in tutto l’arco della partita. Purtroppo abbiamo regalato il secondo gol: stavamo giocando noi e potevamo passare in vantaggio, invece ci siamo fatti colpire in contropiede. Nel complesso, comunque, il risultato ci soddisfa. Ho scelto di buttare subito Toni nella mischia perché per noi è un giocatore determinante: il dolore era sopportabile, ragazzo aveva grande voglia e infatti è rimasto in campo per tutta la gara. Nel finale avrei voluto cambiare qualcosa, avevo intenzione di inserire Iturbe per avere maggior incisività in contropiede, ma i miei cambi sono stati forzati a causa della stanchezza di alcuni giocatori: Jorginho, per esempio, era stremato. In questi giorni si è parlato molto di pretattica, ma noi giochiamo sempre alla stessa maniera, solo con la Juve abbiamo cambiato qualcosa. Aver recuperato alcuni giocatori è molto importante, oggi c’erano quattro volti nuovi rispetto a domenica. Abbiamo fatto un po’ di turnover, va bene così: bravo Cirigliano all’esordio, bene anche i giovani. Jorginho? E un giocatore fantastico, intelligentissimo, farà una carriera luminosa: domenica era stato bravo a fermare Pirlo, oggi si è comportato bene in cabina di regia. La convocazione di Prandelli sarebbe un motivo d’orgoglio, sia per noi che per lui”.