Congresso Pd in stand by? Per Cuperlo viene prima il Paese

Un caffè con... Gianni Cuperlo

 

I venti di tempesta che sembrano abbattersi sul governo delle larghe intese hanno posto una nuova ipoteca sul congresso del Pd. L’appuntamento fissato per il prossimo 8 dicembre potrebbe, infatti, essere rimandato a causa di una crisi nazionale che appare sempre più probabile. Le “bizze” dei pidiellini – disposti a lasciare gli scranni di Camera e Senato in segno di solidarietà al loro leader decaduto – hanno fatalmente coinvolto i democratici, che da ieri si interrogano sull’opportunità di intrattenersi troppo sui problemi circoscritti alla loro formazione politica.

Questo è, perlomeno, il pensiero di Gianni Cuperlo, candidato (insieme a Matteo Renzi, Pippo Civati e Gianni Pittella) alla segreteria del Pd: “Se c’è la crisi, non so cosa accadrà – ha detto ieri nel corso di un intervento pubblico a Roma – ma certo se c’è la crisi, viene prima il Paese“. “L’Italia ha bisogno di riforme, ma prima di stabilità – ha messo in chiaro Cuperlo – Noi non cerchiamo un tuffo nel vuoto, ma non c’è dubbio che serve una discussione seria in Parlamento per verificare se ci sono le condizioni per cui il governo vada avanti”. “Il fatto stesso che i parlamentari del Pdl minaccino un Aventino – ha fatto notare il democratico – dà l’idea dello sbrego alla democrazia a cui siamo posti di fronte”.

Da qui l’auspicio che la Direzione del partito, convocata oggi a Roma per fare il punto sulle regole del congresso (parteciperà anche Matteo Renzi), non si perda in discussioni di periferica importanza. “Mi auguro che alla Direzione del partito – ha detto l’aspirante segretario – si affrontino i nodi politici: che ci sia una relazione alta e impegnata sui nodi politici e che ci sia spazio per un confronto su questo, sul passaggio che abbiamo di fronte. E poi, in 5 massimo 10 minuti – ha aggiunto Cuperlo – affrontiamo la questione delle regole”.

La posizione ufficializzata ieri da Gianni Cuperlo ha spinto i democratici più sospettosi (quelli vicini al sindaco di Firenze) a leggervi l’obliqua intenzione di rimandare l’appuntamento congressuale. Una mossa che il “dalemiano” intenderebbe compiere (sempre secondo i supporter di Renzi) scorgendo nell’ex “rottamatore” un competitor troppo ostico da battere. Almeno per il momento.