Finanziamento ai partiti: si va verso l’accordo?

RAVAGLI - CAMERA: IL PREMIER ENRICO LETTA PRESENTA IL PROGRAMMA

 

Quando si parla di soldi, la discussione è destinata a infiammarsi, soprattutto se i soldi in questione sono destinati a “macchine” complesse come i partiti. Ieri nell’Aula di Montecitorio si è riaperto il dibattito parlamentare sul ddl relativo ai finanziamenti pubblici e privati, che sembrerebbe prefigurare un’imminente intesa all’interno della maggioranza. “Siamo a un millimetro dall’accordo, ha dichiarato ieri il democratico Emanuele Fiano.

Il nodo più intricato riguarda il tetto massimo alle donazioni private, che il partito di Guglielmo Epifani aveva proposto di fermare a 100 mila euro. Ma l’accordo potrebbe essere siglato sui 300 mila euro proposti dal Pdl, che – di contro – ha deciso di ritirare l’emendamento, a firma Renato Brunetta, concernente la depenalizzazione parziale del finanziamento illecito. Un do ut des che potrebbe, insomma, oliare le trattative permettendo al testo di passare al Senato. Anche se in tempi non proprio stretti.

Nella seduta di ieri Pd, Pdl e Scelta Civica hanno votato a favore dei primi 3 articoli del provvedimento (che riguardano l’abolizione del vecchio sistema di finanziamento, la disciplina di trasparenza all’interno dei partiti e l’obbligo di uno statuto), ma non hanno trovato un accordo sul quarto articolo. E all’appello ne mancano, poi, altri dieci, il cui esame verrà ripreso martedì prossimo.

La seduta di ieri alla Camera è stata segnata dall’ennesimo scontro a distanza tra i “cittadini” del M5S e i deputati di centrosinistra, “sbertucciati” dai “pentastellati” per aver intascato i soldi dei rimborsi elettorali erogati a loro favore.