The man without head, il tema della memoria e la bellezza etnea

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:26

Il tema della memoria. Un tributo ad un simbolo cittadino. Una dimostrazione di capacità registica (un po’ come ne ‘L’uomo con la macchina da presa’ di Dziga Vertov, anche in questo caso vengono passate in rassegna le molte possibilità date dalla tecnologia del momento). E’ quanto si può ritrovare nel corto ‘The man without head’, ideato e realizzato da Lorenzo Mannino, giovane videomaker catanese che con questo breve prodotto audiovisivo concorre al concorso di ‘Streamoff – Il Cinema rivelato’.

Il corto gira intorno alla statua di Fedinando II (popolarmente nota come ‘la statua di Via Dusmet’), scolpita nel 1853 dallo scultore Calì e decapitata solo 7 anni dopo dai garibaldini appena sbarcati in Sicilia per fare l’Italia. E, prima di fare la nazione, i garibaldini pensarono bene di tagliare – fisicamente – la testa alla statua dedicata all’ultimo sovrano Borbonico: un gesto (quello della distruzione dei simboli del passato) che, in seguito, vedremo ripetuto più volte, in occasione di ogni crollo di regime.

Anche grazie a questa decapitazione, questa statua (sita tra gli archi della Marina e Palazzo Biscari) è divenuta un vero e proprio simbolo della città e, in questo gradevole corto, rappresenta il totem che rievoca nel protagonista del video (Orazio Mannino, padre del regista nonché veterano attore teatrale) ricordi del passato evidentemente perturbanti: la lettura del corto è abbastanza ermetica, ma l’effetto dello stesso è estremamente suggestivo, anche grazie alle musiche di Danilo Randazzo. Altro grande pregio del video è quello di proporre ai più le bellezze storico-architettoniche catanesi: dalle Mura di Carlo V all’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro, in cui il protagonista del video insegue il se stesso fanciullo.