L’ultima del Cav sul Lodo Mondadori: Napolitano ha favorito De Benedetti

Berlusconi e Napolitano

 

Chi credeva di averle viste e sentite tutte ha dovuto ricredersi ieri sera, durante la messa in onda della trasmissione televisiva Piazza Pulita (su La7).

L’ultimo “fuoco d’artificio” acceso dall’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riguarda una telefonata intercorsa con un parlamentare del Pdl (il cui nome non è stato svelato per garantire la segretezza della fonte) al quale il Cavaliere ha confessato la difficoltà del momento (“Non dormo da 55 giorni”), ma soprattutto ha riferito di alcune indiscrezioni su una presunta “ingerenza” di Giorgio Napolitano nella sentenza riguardante il cosiddetto “Lodo Mondadori”.

“Tu non riesci ad avere nessuna informazione su quello che è successo alla sezione civile della Cassazione per il Lodo De Benedetti?”, ha chiesto il Cavaliere al suo interlocutore. “Mi è stato detto che il capo dello Stato avrebbe telefonato per avere la sentenza prima che venisse pubblicata. Dopodiché – ha continuato Berlusconi – ha ritelefonato da capo, ha fatto ritelefonare da Lupo (consigliere giuridico del Colle, ndr) al presidente della Cassazione (Giorgio Santacroce, ndr) che ha chiamato il presidente di sezione (Francesco Trifone, ndr) costringendo a riaprire la camera di Consiglio, cosa che non succede mai, perché la sentenza era già pronta il 27 giugno. E riaprendo la camera di consiglio – ha concluso il presidente della rinata Forza Italia – hanno tolto circa 200 milioni di quelli che De Benedetti doveva avere in meno. E’ una cosa gravissima!”.

La tesi sostenuta dal Cavaliere è che il presidente della Repubblica abbia ottenuto dai giudici della Cassazione un aumento della cifra stellare che Mediaset dovrà versare alla ex Cir di Carlo De Benedetti. Un “favore” al nemico imprenditoriale numero uno di Berlusconi e, di contro, uno sgarbo marcatissimo allo stesso ex premier.

Ricostruzioni clamorose, che l’ufficio stampa del Quirinale ha tempestivamente sbugiardato: “Quel che sarebbe stato riferito al senatore Berlusconi circa le vicende della sentenza sul Lodo Mondadori è semplicemente un’altra delirante invenzione volgarmente diffamatoria nei confronti del capo dello Stato”, hanno annotato. E a smentire ogni cosa è stato anche il presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce (tirato in ballo nel corso della telefonata), che ha definito pura fantascienza” il contenuto della conversazione intercorsa tra il Cavaliere e un esponente della sua forza politica.

Sul fronte avverso, è stato lo storico legale dell’ex premier, Niccolò Ghedini, a passare al contrattacco: “Si apprende da alcune agenzie di stampa che durante la trasmissione Piazza Pulita in onda questa sera – ha dichiarato il difensore del Cavaliere – verrebbe messa in onda una telefonata intercorsa fra il presidente Berlusconi e un altro parlamentare. Se fosse vero si tratterebbe di una gravissima violazione dei principi costituzionali. Ovviamente procederemo in tutte le sedi giudiziarie del caso  – ha avvertito Ghedini – invitando nel contempo i responsabili della trasmissione a non voler utilizzare il materiale palesemente vietato”.

Invito caduto nel vuoto: “Abbiamo ricevuto forti pressioni per non mandare in onda questa telefonata – ha rivelato a inizio trasmissione il conduttore Corrado Formigli rivolgendosi ai telespettatori – ma voi la potrete ascoltare perché abbiamo agito, e possiamo dimostrarlo, nel pieno rispetto delle regole giornalistiche“.