Serie A, Parola di Tifoso: Sassuolo-Lazio 2-2, dopo la rimonta subita la giusta autocritica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:19

L’avevamo più volte detto: la sfida contro un Sassuolo carico d’entusiasmo per il primo punto nella massima serie italiana poteva riservare molte sorprese alla compagine biancoceleste. E così è stato. La Lazio, quella che conosciamo, dura 15 minuti o poco meno. Troppa stanchezza sulle gambe e scarsissima continuità giustificata però dai numerosi infortuni e dal, repetita iuvant, mercato estivo decisamente scadente e non all’altezza delle ambizioni prefissate nel precampionato. Carte alla mano la formazione capitolina ha la stessa rosa, tranne pochissimi volti nuovi, da 4 anni ormai. Dal primo anno di mister Reja, questa squadra ha cambiato molto poco. Ed i risultati si notano: poca corsa (tranne il solito onnipresente Candreva), poche idee di gioco, manovra lenta e prevedibile. Per non parlare dell’atteggiamento mentale e della fase difensiva, sulle quali ci sarebbe da aprire un lunghissimo dibattito. Insomma se si vuole voltare pagina, bisogna dare una scossa. Innanzitutto con l’inserimento dei giovani: Keita e Perea DEVONO essere valide alternative ad un Floccari completamente fuori forma. A centrocampo, soprattutto sulla trequarti campo, bisogna far in modo che la manovra offensiva lasci più spazio di giocata ad Hernanes dato che, dando un’occhiata ai numeri, se non segna il profeta la Lazio ha cali di rendimento vertiginosi. C’è poi l’incognita Felipe Anderson, acquisto a quanto pare più oneroso della pseudo campagna acquisti estiva da parte del presidente Lotito. Marchetti fa il possibile avendo a che fare con un reparto difensivo che scricchiola troppo e non dà per niente sicurezza: i giocatori non si intendono, si applica male la trappola del fuorigioco, le chiusure sono spesso fallose ed aumentano il rischio di eventuali squalifiche che si sommerebbero alla lunga lista di indisponibili. I terzini, inoltre, offrono poca spinta: alle statistiche di Radu e Konko (gli esterni difensivi che fino al loro infortunio avevano messo a disposizione più cross in Serie A) non riescono a reggere il confronto Cavanda e Pereirinha. Per quanto concerne il capitolo Petkovic, urge dare una strigliata ad una squadra che, dopo la fatidica vittoria in Coppa Italia, si è decisamente adagiata sugli allori apparendo blanda ed arrendevole, non mostrando dunque la cattiveria ed il “dominio sull’avversario” che erano il diktat della stagione passata. Guardando necessariamente al futuro intanto, giovedì bisognerà volare in Turchia per il match di Europa League (sulla quale, a mio avviso, bisogna puntare molto) contro il Trabzonspor Kulübü, mentre domenica ci sarà la Fiorentina di Montella: quale occasione migliore per far vedere il cambio di passo? Avanti Lazio.

Simone Pennica per SS Lazio: Osare, credere, spavaldi di essere.