Letta al Senato: Vi chiedo fiducia e coraggio

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Si parte con una citazione e si chiude con un’altra citazione. Nel suo discorso appena concluso al Senato, il premier Enrico Letta ha preso il via da una frase di Luigi Einaudi: “L’errore di non saper cogliere l’attimo può essere irreparabile”, per evidenziare l’importanza di quanto accadrà a breve nell’Aula di Palazzo Madama. “Cogliere o non cogliere l’attimo  dipende da noi, da un sì o da un no”, ha sottolineato il presidente del Consiglio.

“Il mio governo è nato in Parlamento e, se deve morire, deve farlo qui, in piena trasparenza, davanti a tutti gli italiani”, ha messo in chiaro Letta, che ha subito affrontato il nodo più intricato: la questione giudiziaria che si è “incistita” sulla condanna di Silvio Berlusconi“Le sentenze vanno rispettate e applicate”, è tornato a salmodiare il capo del governo, che ha incassato i “buu” intonati da alcuni senatori del Pdl.

Quindi la lunga elencazione dei rischi che il Paese correrebbe, in caso di caduta dell’esecutivo: “Rischiamo di scivolare in elezioni che ci riconsegnerebbero all’ingovernabilità”, ha allertato Letta, che ha proseguito con la lista delle cose fatte (“Siamo stati tutt’altro che il governo dei rinvii”, ha rivendicato) e dei “vogliamo” e dei “faremo” che dovrebbero aiutare i disoccupati, gli imprenditori e tutti gli italiani in difficoltà.

Una lista che è andata dall’Expo 2015 al piano di rivalutazione del  Sud, fino alla nuova Europa da costruire: “Abbiamo il diritto di sognare gli Stati Uniti d’Europa per noi e per i nostri figli”, ha detto Enrico Letta. “Si può morire di austerità, ma si può morire anche di timidezza, di mancanza di leadership”, ha continuato il premier, che ha parlato della grande opportunità che attende l’Italia dal secondo semestre del 2014 con la presidenza dell’Ue.

“Basta ai cannoneggiamenti continui tra le varie parti politiche – ha scandito il presidente del Consiglio – Basta con la politica della trincea, concentriamoci su ciò che dobbiamo fare”. “Coraggio e fiducia è quello che torno a chiedere – ha aggiunto Enrico Letta – dateci fiducia per realizzare questi obiettivi, una fiducia che non è contro qualcuno, ma per l’Italia”. Quindi la chiusa nel ricordo di Benedetto Croce“Ciascuno di voi – ha detto il premier riprendendo un discorso pronunciato dal filosofo nel 1947 – si ritiri ora nella sua profonda coscienza“.