Quelli che diranno no a Letta

Enrico Letta

 

Mentre il partito di Silvio Berlusconi appare sempre più lacerato sul voto di fiducia al governo che dovrà esprimere oggi alle Camere, altri schieramenti politici ostentano, invece, rocciosa fermezza. Sono i partiti dell’opposizione che, salvo clamorosi colpi di scena, negheranno convintamente il loro sostegno al governo delle larghe intese.

Primi tra tutti i parlamentari del M5S che, dopo essersi riuniti in assemblea, hanno deciso di presentare una mozione di sfiducia all’esecutivo. Come annunciato ieri dalla nuova capogruppo al Senato, Paola Taverna: “Domani mattina il Movimento 5 Stelle presenterà una mozione di sfiducia al governo Letta – ha detto – Davanti al teatrino di Pd-Pdl-Forza Italia è ora che si pronunci il Parlamento e mandi a casa il governo Letta. Il Movimento 5 Stelle voterà compatto contro il governo dell’inciucio“.

Nessun dubbio anche dalle parti di Fratelli d’Italia“E’ evidente il fallimento del governo Letta – ha scandito ieri Ignazio La Russa – un esecutivo ‘contro natura’ basato solo su un do ut des che riesce nella difficile impresa di fare peggio anche del governo Monti. La tassazione è aumentata, la disoccupazione è ai livelli massimi toccati solo nel lontano 1977, con quella giovanile – ha evidenziato l’ex Pdl – che addirittura raggiunge il 40,1%, l’Iva è passata dal 21 al 22%, con ripercussioni sia sui cittadini più poveri che sui consumi, i due marò sono ancora piantonati in India e della difesa della sovranità nazionale in tema di economia – ha concluso La Russa – non c’è traccia”.

Un ritratto impietoso delle “larghe intese”, che non lascia dubbi sul loro orientamento di voto. Che dovrebbe fare il paio con quello dei leghisti. I gruppi parlamentari del Carroccio si sono incontrati ieri sera alla presenza del segretario federale, il quale si era però già espresso sulla questione “fiducia”: “Immagino che Letta verrà domani a presentare il programma che ha già presentato per il suo insediamento – aveva detto in mattina Roberto Maroni – Se è così, ribadiremo il nostro voto contrario“.

E, infine, Sel, col presidente Nichi Vendola che ha ieri raggiunto la Capitale per incontrare Enrico Letta e dettare la linea ai suoi. “L’esperienza della larghe intese è finita”, ha certificato il governatore della Puglia, che ha però inaspettatamente aperto a un governo di scopo.