Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Senato, Berlusconi indietro tutta: confermata fiducia al governo Letta

Senato, Berlusconi indietro tutta: confermata fiducia al governo Letta

Silvio Berlusconi

 

La lunga seduta di oggi al Senato, ricca di colpi di scena, si è conclusa con la conferma della fiducia al governo delle larghe intese. A votare sì sono stati 235 senatori appartenenti al Pd, a Scelta Civica e al Pdl; a votare no i 70 parlamentari del M5S, di Sel, della Lega e Fratelli d’Italia.

Tra i protagonisti della giornata politica, Silvio Berlusconi, che ha probabilmente partecipato alla sua ultima seduta parlamentare (venerdì prossimo la Giunta per le Elezioni voterà per la sua decadenza e di lì a breve il Senato dovrà esprimersi definitivamente sulla sua incandidabilità). A conclusione di riunioni e vertici infuocati, che lasciavano presagire il voto a sfavore del governo, è stato lo stesso Cavaliere a prendere la parola in Aula, intorno all’ora di pranzo, per confermare, invece, il sostegno della sua parte politica.

Una mossa inaspettata, che potrebbe tamponare l’emorragia in corso nel Pdl, con la fronda dei “moderati” che, stando ai beninformati, sarebbe già pronta a dar vita a un nuovo gruppo parlamentare. Il dietrofront di Berlusconi ha spiazzato un po’ tutti, anche perché prima di lui, a intervenire in Aula era stato il senatore del Pdl, Sandro Bondi, che aveva destinato parole durissime al presidente del Consiglio. “Lei ha usato un linguaggio ipocrita e falso – aveva detto il parlamentare a Letta – Avete dato vita a un governicchio, avete ottenuto un solo obiettivo: quello di spaccare il Pdl, ma fallirete“. Di più: “Non assisteremo a questa umiliazione del nostro partito, del presidente Berlusconi e dell’Italia”, era stato il climax dell’intervento di Bondi.

Parole sorprendentemente ignorate nell’asciutto discorso che, come già detto, lo stesso Silvio Berlusconi ha poi pronunciato in Aula, nel quale ha sostanzialmente detto al premier di continuare a credere nella possibilità di proseguire una collaborazione “pacifica” di governo. Un  quadro, quello che si è delineato a Palazzo Madama (e che, con ogni probabilità, si replicherà fra qualche ora anche alla Camera), che rimanda ai versi di Giovanni Pascoli: “C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi d’antico“.