La lotta solitaria di Roberto Giachetti: a digiuno contro il Porcellum

Roberto Giachetti

 

Chi conosce il percorso di Roberto Giachetti, non si sorprenderà troppo nello scoprire che il vicepresidente della Camera è tornato a digiunare. In una conferenza stampa allestita ieri, il deputato del Pd ha, infatti, dato notizia della sua ennesima forma di protesta personale contro il chiacchieratissimo Porcellum.

Una battaglia solitaria, quella dell’onorevole Giachetti, che mesi fa aveva presentato alla Camera una mozione (che proponeva di tornare al Mattarellum), controfirmata da moli suoi colleghi di partito che hanno, però, dimenticato di votarla in Aula. “Va detto sinceramente – ha riconosciuto ieri il democratico – che il Pdl è perfettamente coerente: questa legge elettorale l’ha costruita e l’ha sempre difesa e ha sempre dichiarato che a cancellarla non ci pensa per niente. Il problema è capire il Pd che posizione ha – ha dichiarato l’ex Radicale – Ci sarà una sede in cui il partito prenderà una decisione o dobbiamo stare come gli struzzi sotto terra e aspettare che sia la Corte costituzionale a dire quello che dobbiamo fare”. 

“Si rischia di consumare una truffa ai danni degli elettori – ha rincarato la dose il vice di Laura Boldrini – perché quando in tutte le dichiarazioni si fa riferimento alla stabilità, alla governabilità e alla possibilità che gli elettori tornino a scegliere i loro eletti, bisognerebbe anche spiegare che tutto questo non corrisponde minimamente a quello che i nostri partner di governo chiedono”. “Punture” destinate a tutti quegli esponenti del Pd (premier Letta compreso) che per mesi hanno salmodiato la volontà di cambiare il sistema elettorale, salvo poi rinunciarci al momento della presentazione della cosiddetta “mozione Giachetti” alla Camera.

“Io le ho tentate tutte sul piano parlamentare – ha dichiarato il democratico – ma le mie iniziative non sono risultati utili. A questo punto, per quanto mi riguarda, io mi metto in coda, non posso che dire che non mi impiccio più del merito. Fate voi, decidete voi, ma fatelo – ha mandato a dire al governo e al Pd Giachetti – rispondendo a quello che avete promesso agli italiani per 5 mesi e in campagna elettorale. A me non rimane che fare quello che un non violento può fare in questi casi – ha concluso il vicepresidente della Camera – da ieri sera ho ripreso lo sciopero della fame“.

Giachetti, che si è formato politicamente nel Partito Radicale, è entrato per la prima volta alla Camera nel 2001. Sulla sia dell’ex “maestro” Marco Pannella, ha più volte fatto ricorso allo strumento dello sciopero della fame: la prima volta nel 2002, per sollecitare l’elezione di due giudici della Corte costituzionale, poi nel 2004 per spronare alla presentazione di una legge  sul conflitto d’interessi, e nel 2008 per ottenere le elezioni primarie a Roma. Già l’anno scorso aveva a lungo digiunato per scandire il proprio no all’attuale legge elettorale.