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Lampedusa: Napolitano batte su asilo politico e il Pd risponde

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Giorgio Napolitano

 

Intercettato ieri a Cracovia dai giornalisti, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato a parlare della tragedia consumatasi giovedì scorso al largo dell’isola di Lampedusa. “Al centro della nostra attenzione ci deve essere la disciplina dell’asilo politico – ha spiegato il capo dello Stato – perché in questi giorni assistiamo a una vera e propria ondata di profughi che non sono migranti legali o illegali”.

“C’è la necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della Comunità internazionale, in primo luogo dell’Unione europea – ha aggiunto Giorgio Napolitano – e l’obbligo di affrontare, con maggiore sensibilità, i problemi di una politica dell’asilo”.

Istruzioni che il Pd sembra ever recepito immediatamente: il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, illustrerà infatti oggi in Aula una proposta di legge incardinata sul punto sollevato ieri dal presidente della Repubblica, e che – nelle intenzioni del democratico – dovrebbe dare completa attuazione all’articolo 10 della Costituzione, secondo cui lo straniero, al quale viene impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla  legge”.

Intanto le polemiche sulla discussa legge Bossi-Fini non accennano a placarsi. A intervenire a gamba tesa sull’argomento è stato ieri il presidente di Sel, Nichi Vendola“Cancellare la Bossi-Fini è un atto di igiene che deve essere fatto rapidamente – ha dichiarato su Twitter – E’ una legge razzista, architettata in spregio alla nostra cultura liberale e alla nostra civiltà costituzionale”. “E’ ridicolo che quella povera gente sopravvissuta che piange la perdita di un fratello, di un genitore, di un amico, di un figlio – ha continuato nel suo ragionamento il governatore della Puglia – debba procurarsi ora un avvocato per difendersi dall’accusa di essere complice dello scafista”.

Di tutt’altro avviso il segretario federale della Lega, Roberto Maroni“La soluzione non è toccare la Bossi-Fini, che va benissimo – ha osservato – ma rifare i pattugliamenti, mandare le navi davanti alle coste di questi Paesi e fare accordi bilaterali per prevenire le partenze. Il resto è solo ideologia”. Giudizio sostanzialmente condiviso dall’ex ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni“‘Fratelli d’Italia dice no alla revisione della legge Bossi-Fini – ha subito chiarito – Occorrono politiche comunitarie adeguate che guardino anche agli Stati africani. L’Italia faccia sentire la sua voce e chieda aiuti all’Europa. Non si cavalchi l’emotività del momento – ha incalzato l’ex pidiellina – per fare demagogia e cancellare o rivedere una norma che funziona”.