Serie A, settima giornata 2013/14: il pagellone dell’ignoranza, il top e flop più amarcord del web

La Roma prosegue imbattuta e con un solo gol subito (quanto son lontani i tempi di Cervone e di Antonioli – spero che la palla vada fuori), il Napoli segue a ruota (assieme alla Juventus che – pur non sembrando l’insuperabile dell’anno scorso e degli anni dei furti moggiani – supera per 3-2 un Milan che sarebbe ben felice di avere davanti un Pippo Maniero al posto di Matri) e l’Hellas Verona si trova al quinto posto, ché non ci sarà più Bagnoli in panchina ma questi undici messi in campo da Mandorlini (con un Iturbe fenomenale, senza dimenticare Old School Toni) stanno davvero stupendo tutti.

Insomma, sembra quasi un calcio anni ’90, a vedere le compagini protagoniste (e a vedere un Totti davvero Highlander, protagonista del pagellone di oggi).

Ma lasciamo la parola all’appuntamento più atteso della settimana (più della giornata calcistica in sé), lasciamo la parola al pagellone dell’ignoranza, a cura della fanpage più compatta ed amarcord dell’intero universo del social networking.

TOP – FRANCESCO TOTTI

Sabato sera, ore 20.45: inizia Inter-Roma. Da vecchio nostalgico la mente vola subito alla finalissima UEFA del ’91 e ai suoi protagonisti analfabeti, all’andata a San Siro e al gol del nostro beniamino. L’occhio cade subito sul Pupone, qualche capello grigio, qualche chilo in più di quando, la domenica sera finita la partita, trasformava una giovane Valeria Mazza nella regina del materasso. Eppure eccolo dopo 19 minuti infilare la difesa nerazzurra orfana di Paganin con un colpo dei suoi, uno di quelli per cui riempivamo gli scaffali di lattine di Pepsi. Non ha più quella sana spocchia del giovane che nel 2000 fece quasi cambiare espressione a Zoff con il suo cucchiaio all’Olanda, ma ha ancora la forza di fare a gomitate con Cambiasso, di dire a Juan Jesus “Aò me scopo tu moje” e di tirare un altro rigore (senza principio di infarto per Garcia) facendo secco Handanovic, erede mancato di Beniamino Abate. Daje sempre forte Francè! Voto 9.

FLOP – MEXES

Il Mexes visto domenica sera è un vero e proprio concentrato di contraddizioni, un tripudio di antinomie, la perfetta summa dei tratti genetici di quell’indecifrabile Milan sceso in campo per poco più di 21 secondi. Taurino come il duro del Roadhouse ma pettinato come una liceale al ballo di fine anno, ignorante come uno scarpone da trekking ma visceralmente affezionato all’epilazione integrale, egualmente propenso alla rissa da bar come alla giocata in punta di fioretto, il buon Philippe, da vero baluardo di metrosessualità, lotta ormai da anni per trovare la propria collocazione in campo così come nella società moderna. Questa disperata ricerca d’identità gli causa un evidente travaglio emotivo, che Philippe sfoga sui malcapitati avversari, sui compagni increduli, persino sul pallone. Tra un’aggiustata al codino ormai bruciato dalle meches e una lisciata alle sopracciglia rifatte, Philippe si rende autore di un vero e proprio orrendario calcistico, tra ganci destri, diagonali cappellate e osceni disimpegni di tacco in area. Più vicino ad una Carolina Morace in delirio mestruale che ad un Pasquale Bruno d’annata, chissà se lo rivedremo prima in campo o in tour con i Backstreet Boys. Voto 2.