Alfano e i ministri Pdl: Noi, sentinelle anti-tasse

ministri Pdl

 

Angelino Alfano, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo, Gaetano Quagliariello e Maurizio Lupi si sono ieri presentati al cospetto dei giornalisti convocati a Palazzo Chigi non come i “dissidenti” del Pdl, ma come i ministri anti-tasse.

“Abbiamo indetto questa conferenza stampa – ha spiegato il vicepremier – per sottolineare i risultati che il nostro movimento politico, il movimento politico guidato da Silvio Berlusconi, ha ottenuto con questo governo in questi 5 mesi”. “Noi siamo quelli che hanno impedito l’aumento dell’Imu – ha rivendicato Alfano – e abbiamo idee per la legge di Stabilità che sottoporremo al Cdm perché la nostra funzione di movimento politico che si batte per il contenimento della pressione fiscale, per non fare aumentare le tasse e, ove possibile, per farle diminuire – si è sbilanciato il responsabile dell’Interno – è una funzione che non viene meno”.

“Rivendichiamo con forza anche la riforma di Equitalia – ha aggiunto Angelino Alfano – se non sono più pignorabili i beni strumentali alle aziende, se sono aumentate le rate a disposizione del debitore, se l’impignorabilità della prima casa è realtà, questo si deve a una grande azione del Pdl”. “Siamo state le sentinelle anti-tasse e continueremo ad esserlo”, ha scandito con enfasi il vice di Enrico Letta. Che ha evitato di intrattenersi sui problemi interni al Pdl: “Il nostro scopo è quello di tenere unito il partito – ha dichiarato Alfano – non c’è nessun intento da parte nostra di alimentare polemiche”.

Peccato che la loro iniziativa non sia stata gradita dal coordinatore del Pdl, Sandro Bondi: “Francamente, e lo dico senza alcuno spirito polemico – ha scritto in una nota l’ex ministro della Cultura – proprio non riesco a comprendere il senso di una conferenza stampa da cui emerge solo una rivendicazione, senz’altro legittima e in parte condivisibile, dei risultati conseguiti dalla nostra delegazione ministeriale. Senza alcun cenno ad una necessaria riforma della giustizia e al dramma che riguarda non solo il presidente Berlusconi e il nostro partito – ha precisato Bondi – ma il futuro stesso della nostra democrazia. La conferenza stampa rischia di apparire incomprensibile e perfino paradossale”.

Una “puntura” a cui Angelino Alfano ha scelto di replicare in maniera laconica: “All’amico Bondi dico che abbiamo fatto la conferenza stampa per elencare gli obiettivi di quanto fatto e quanto ancora faremo come Pdl nel governo”, ha dichiarato il vicepremier, lasciando intravedere le tensioni intestine che rischiano di “balcanizzare” il partito.