Pdl: Quagliariello tifa Alfano. E il Cav stoppa tutti

Berlusconi e la clemenza, no illusioni

 

In un’intervista rilasciata questa mattina a Radio24, il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, è tornato sul “drammatico” giorno della fiducia e sugli smottamenti, non ancora del tutto sopiti, all’interno del Pdl. Segnato, come ormai noto, da una lacerazione interna tra “falchi” e “colombe”.

“Meglio due partiti che un litigio permanente, ma speriamo di evitare anche il litigio nello stesso partito”, ha dichiarato il ministro, che ha rinnovato il suo attestato di stima ad Angelino Alfano“L’unico leader del centrodestra che può convivere con Berlusconi può essere Alfano, se lo conquista all’esterno – ha precisato Quagliariello – Ce lo ha insegnato Berlusconi: le battaglie non le ha mai fatte dentro il partito, il centrodestra è diventato maggioritario fuori”.

“Ci sono ottimi rapporti personali – ha aggiunto il ministro riferendosi al legame con Silvio Berlusconi – ma è tanto tempo che non si parla di politica perché c’è incomunicabilità e questa è venuta fuori nell’ultimo periodo. Francamente una linea basata sulle dimissioni in massa dei parlamentari, dimissioni dei ministri – ha puntualizzato il pidiellino – non mi è parsa una linea politica”.

E per allontanare da sé il sospetto di “tradimento” (nei confronti del presidente del Pdl), Quagliariello ha ribadito la sua solidarietà al “capo”: “Se amnistia e indulto saranno legge, dovranno essere applicate a tutti i cittadini, Silvio Berlusconi compreso”, ha tagliato corto il responsabile delle Riforme.

Intanto a stoppare le troppe voci discordanti provenienti dal partito è stato ieri lo stesso Silvio Berlusconi“Sulle agenzie di stampa leggo troppe dichiarazioni di troppi esponenti del Pdl – ha scritto in una nota – E invito tutti a non proseguire in questa direzione del tutto improduttiva. Le diverse opinioni si debbono confrontare non sulle agenzie di stampa e sui giornali – ha sottolineato il Cavaliere – ma attraverso una serena dialettica all’interno dei luoghi delegati del nostro movimento”.

Un richiamo a cui i due “delfini” che si contendono la futura leadership del partito – Angelino Alfano e Raffaele Fitto – hanno tempestivamente risposto. “Sono pienamente d’accordo con il presidente Silvio Berlusconi – ha annotato il segretario del Pdl – Stop all’alluvione di agenzie per addetti ai lavori. Bisogna cambiare luoghi e toni della dialettica del nostro movimento”. “Condivido totalmente le parole del presidente Berlusconi – gli ha fatto il verso il primo dei “lealisti” – Utilizziamo, guidati da lui, i luoghi delegati alla dialettica del nostro movimento”.