Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Decadenza Berlusconi: Giunta approva relazione Stefàno

Decadenza Berlusconi: Giunta approva relazione Stefàno

 

La Giunta delle Elezioni del Senato si è riunita ieri sera per l’ultima volta a Sant’Ivo alla Sapienza per decidere sulle sorti politiche di Silvio Berlusconi. Il risultato è stato quello ampiamente pronosticato: la relazione illustrata dal presidente Dario Stefàno (a favore della decadenza del Cavaliere) è stata approvata a maggioranza, spianando la strada al prossimo passaggio, la votazione finale al Senato.

Gli unici a bocciare la relazione di Stefàno sono stati i senatori del Pdl (Gal e Lega erano assenti), che hanno espresso forti perplessità sull’andamento dei lavori. “La relazione di Stefàno è stata fortemente argomentativa – ha dichiarato il pidiellino Lucio Malan – Alcuni passaggi si sono configurati come un’aberrazione giuridica”. Mentre di “non-dibattito” ha parlato la collega di partito, Elisabetta Alberti Casellati, che ha criticato l’accelerazione imposta ai lavori lamentando l’impossibilità di controbattere serenamente alle tesi esposte ieri da Stefàno.

La relazione approvata dalla Giunta verrà trasmessa già oggi al presidente del Senato, Pietro Grasso, che convocherà una riunione dei capigruppo per calendarizzare il voto in Aula. Si tratterà dell’ultimo passaggio necessario: quello in cui l’emiciclo di Palazzo Madama deciderà, una volta per tutte, se Silvio Berlusconi potrà rimanere all’interno del Parlamento (e magari candidarsi alla prossima tornata elettorale) o dovrà, piuttosto, accomodarsi fuori.

Il nodo da sciogliere resta però la modalità di voto che, su richiesta del Movimento 5 Stelle, potrebbe svolgersi in maniera palese. La Giunta per il regolamento presieduta dallo stesso Grasso dovrebbe decidere entro tempi strettissimi. “Noi ci atterremo ai tempi, ai modi e alle regole previste – ha anticipato ieri il presidente del Senato – ma ci sono regolamenti che vanno sicuramente adattati a tempi ed esigenze di una politica più agile. Pensavamo di unificare il regolamento con quello della Camera e trovare soluzioni univoche”.