Legge Stabilità: la bocciatura della politica

Saccomanni e Letta

 

La legge di Stabilità varata due giorni fa dal Cdm non ha riscosso grandi consensi. I sindacati e le parti sociali hanno unanimemente espresso parere negativo sulla manovra che, a loro dire, non apporterà alcun significativo miglioramento nella vita e nei consumi degli italiani. E anche tra i partiti l’entusiasmo sembra essere ai minimi storici.

A sforzarsi di intravedere qualcosa di positivo è stato solo il segretario del Pd, Guglielmo Epifani“Questa legge nasce in un quadro non semplice – ha ricordato ieri – fino a qualche settimana fa il governo era accompagnato da tensioni che ne mettevano in discussione la sopravvivenza, doveva essere inserita nella cornice degli obblighi europei ed è stata redatta in un momento di condizione economica ancora difficile. Per questo – ha concesso il “traghettatore” dei democratici – credo che vada apprezzata e penso che si possa migliorare nel passaggio parlamentare e nel corso dell’anno prossimo”. 

A spaccarsi letteralmente sulla manovra è stato, invece, il Pdl. Se il vicepremier Angelino Alfano ha ribadito, infatti, la bontà dell’impianto generale della legge (“Non mette le mani nelle tasche degli italiani – ha detto – Anzi per la prima volta dopo molti anni la pressione fiscale diminuirà”), a tradire forte scontento sono stati molti suoi colleghi di partito. Tra cui il coordinatore nazionale, Sandro Bondi: “Di questa stabilità l’Italia può morire – ha tagliato corto l’ex ministro della Cultura – Si tratta, infatti, di un provvedimento che non aiuta l’economia a crescere e che prevede un aumento consistente delle tasse per ora abilmente camuffate“. 

A storcere il naso anche l’ex premier Mario Monti: “Secondo alcuni organi di stampa, Scelta Civica avrebbe condiviso le scelte del disegno di legge di stabilità approvato dal Cdm – ha dichiarato ieri – Ciò non corrisponde alla realtà. Abbiamo anzi alcune riserve, pur se un giudizio approfondito e definitivo non è ancora possibile, anche perché il testo del ddl non è disponibile”.

Per non parlare delle opposizioni, che hanno annunciato una dura lotta parlamentare: “Questa manovra serve a stabilizzare il governo e non il Paese – ha osservato il leader di Sel, Nichi Vendola – Dove sono i giovani? Dove i pensionati? Dove gli ‘esodati’? In questa legge non c’è alcuna idea di crescita”. Ancora più tranchant il commento di Emanuela Munerato della Lega Nord: “Nonostante dovremmo essere abituati, le uscite propagandistiche di Letta ci lasciano sempre esterefatti – ha affondato – I forse 10 euro al mese che sbandiera come taglio del cuneo fiscale sono un insulto alla dignità dei lavoratori che dell‘elemosina non se ne fanno nulla”.