Manovra della discordia: Fassina verso le dimissioni?

Stefano Fassina

 

Sull’ultima legge di Stabilità è franata, come già scritto, la leadership di Mario Monti in Scelta Civica, ma il “bollettino” potrebbe contare altre “vittime”. Per tutta la giornata di ieri si sono, infatti, rincorse voci sulle probabili dimissioni del viceministro all’Economia, Stefano Fassina, che – secondo i beninformati – si sarebbe arrabbiato col premier per la marginalità riservatagli durante la stesura della manovra.

In pratica, il vice di Saccomanni non avrebbe gradito la sua “estromissione” dalle riunioni convocate in via XX settembre (sede del ministero dell’Economia) nel corso delle quali Letta, Alfano e Saccomanni avrebbero messo a punto (senza consultarlo) il chiacchierato ddl che passerà adesso al vaglio del Parlamento. Da qui l’idea di rassegnare le dimissioni allontanandosi da quella squadra delle “larghe intese” che ha sempre dichiarato di tollerare a stento.

Intervistato dal Tg5, il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, ha commentato il rumor circolato ieri affermando che le paventate dimissioni di Fassina non avrebbero nulla a che fare con i contenuti della legge. “Credo lamenti un difetto di collegialità. E credo abbia ragione”, ha piuttosto affermato l’ex sindacalista, che ha mandato un’obliqua “stoccata” al presidente del Consiglio in visita ufficiale negli Stati Uniti di Obama.

Il diretto interessato non ha ufficializzato nulla e si è limitato a intervenire ieri sulla sua bacheca facebook“Sulla spesa pubblica si può e si deve fare di più – ha scritto Stefano Fassina – Ma a partire dai dati di realtà. Non si deve tagliare. Si deve riqualificare e riallocare la spesa attraverso piani di riorganizzazione industriale a ogni livello di amministrazione”.