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Monti dice addio a Scelta Civica: Sfiduciato da 11 senatori e un ministro

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Mario Monti

 

Galeotta fu la Legge di Stabilità che, stando alla cronaca delle ultime ore, avrebbe già provocato significativi “scossoni” politici. Il “sobrio” Mario Monti ha deciso, infatti, di dimettersi ieri dalla carica di presidente di Scelta Civica, dopo aver letto una nota in cui 11 senatori del suo partito avevano espresso un giudizio sostanzialmente positivo sulla manovra appena varata.

“Il ddl Stabilità appare soddisfacente quanto al rispetto dei vincoli europei, timido per quanto riguarda la riduzione delle tasse, insoddisfacente per quanto riguarda l’orientamento alla crescita”, aveva, invece, certificato il Professore. Che ha dovuto fare i conti con una presa di posizione apparentemente inoffensiva: “Oggi undici senatori appartenenti al gruppo di Scelta Civica – ha annotato ieri – hanno rilasciato una loro dichiarazione congiunta. E’ difficile non convenire con il pochissimo che viene detto in ordine alla valutazione del ddl (‘è un primo passo nella giusta direzione’). Ma vi è un quid specifico, di rilievo politico – ha messo in evidenza Monti – che permea la dichiarazione, unisce le posizioni tenute di recente dagli undici firmatari e le connette ad un altro senatore di SC, che non è tra i firmatari in quanto fa parte del governo, il ministro della Difesa, Mario Mauro“.

E proprio il ministro Mauro avrebbe giocato, secondo l’ex presidente del Consiglio, un ruolo centrale nella (presunta) “congiura” ordita ai suoi danni: “In questi giorni il senatore Mauro, con dichiarazioni ed iniziative – ha osservato l’ex tecnico – è venuto preconizzando il superamento di SC in un soggetto politico dai contorni indefiniti ma, a quanto è dato capire, aperto anche a forze caratterizzate da valori, visioni e prassi di governo inconciliabili con i valori, la visione e lo stile di governo per i quali SC è nata”. “Non posso non intendere la dichiarazione degli ‘undici più uno’ senatori come una mozione di sfiducia nei miei confronti  ha aggiunto sul finale il senatore a vita – Ne prendo atto. Rassegno le dimissioni da presidente di Scelta Civica”.

Ma chi sono gli undici firmatari che, secondo l’ex premier, avrebbero scelto di voltargli politicamente le spalle? Veri e propri “pezzi da novanta” come Pier Ferdinando Casini, Gabriele Albertini, Andrea Olivero, Antonio De Poli, Aldo Di Biagio, Lucio Romano, Maurizio Rossi, Salvatore Di Maggio, Angela D’Onghia, Luigi Marino e Maria Paola Merloni.

 

 

 

 

 

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