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Monti attacks: Mauro e Casini nel mirino del Professore

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Mario Monti

 

“Bisogna rendere la politica più seria e la mia piccola vicenda di questi giorni ha questo scopo”: è quanto ha dichiarato ieri, nel corso della trasmissione televisiva In mezz’ora (su Rai 3), il fresco dimissionario presidente di Scelta Civica, Mario Monti.

Il supporter convinto di Enrico Letta non ha lesinato critiche al suo esecutivo: “Inizialmente il governo ha fatto delle cose – ha riconosciuto l’ex premier – ma per la posizione predominante del Pd e del Pdl, sta diventando un po’ per volta il governo del disfare“. “Nel caso della questione Imu, il governo si è inginocchiato davanti al Pdl, che aveva l’esigenza elettorale di abolirla sulla prima casa, e così facendo – ha osservato polemico il Professore – non ha fatto una riforma adeguata sul cuneo fiscale e ha lasciato aumentare l’Iva perché non c’erano i soldi”.

“E’ chiaro che la vicenda di Silvio Berlusconi condiziona tutto – ha poi ammesso il senatore a vita – Alcuni politici hanno in mano il gps e vedono dove posizionarsi. Io sono a favore di Berlusconi quando fa cose nell’interesse nazionale e contro Berlusconi quando capita il contrario”. Un riferimento, neanche troppo velato, ai due senatori che, secondo Monti, hanno ordito la “congiura” contro di lui: Pier Ferdinando Casini e Mario Mauro.

“La stabilità del governo è minacciata dal Pd e dal Pdl che fa diktat quotidiani – ha rincarato l’ex tecnico – certe volte il governo si scrive Letta, ma si legge Brunetta nella politica economica”. “Trovo un po’ curioso che Casini e Mauro, che stanno facendo aperture a Berlusconi – ha fatto notare Monti – critichino Scelta Civica per un non sufficiente sostegno alla maggioranza e vadano verso coloro che veramente la minano. Credo che lo facciano perché vedono uno spazio elettorale più ampio da quella parte”.

Le “stoccate” del sobrio Professore hanno spinto il leader dell’Udc a replicargli velenoso: “Alla gente dei litigi tra Csini e Monti non interessa niente – ha dichiarato su twitter – Dico solo che ho conosciuto due Monti: sono affezionato al primo, al secondo non parlo”. “Monti si è dimesso, nessuno gli ha chiesto le dimissioni – ha continuato l’ex presidente della Camera – oggi dice che facciamo la politica con il gps, constato che questo gps però gli è servito molto, prima per andare a Palazzo Chigi e poi – ha affondato Casini – per restarci un anno”.

 

 

 

 

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