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Scelta Civica-Udc: divorzio inevitabile?

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RAVAGLI - MARIO MONTI LASCIA SCELTA CIVICA

 

Nelle ultime giornate, il compassato Mario Monti si è tolto più di un sassolino dalla scarpa. Le sue dimissioni dalla presidenza di Scelta Civica hanno fatto il paio con l’accusa di “tradimento” recapitata a due “big” del suo ex gruppo parlamentare: Pier Ferdinando Casini e Mario Mauro. Che, secondo il Professore di Varese, starebbero architettando il loro avvicinamento al partito di Silvio Berlusconi.

I veleni circolati negli ultimi giorni affioreranno probabilmente oggi, nel corso del direttivo di Scelta Civica in cui si cercherà di sciogliere tutti i nodi. Stando alle ultime indiscrezioni raccolte, i “fedelissimi” di Monti dovrebbero presentare un documento per chiedere la “rottura” con l’Udc e la messa al bando del “giuda” Mario Mauro dal partito. Tanto quanto basta a immaginare una riunione particolarmente turbolenta, a conclusione della quale si potrebbe giungere all’assai probabile “conta” interna.

Dal canto suo, Pier Ferdinando Casini, interpellato ieri dai giornalisti, non ha rinunciato a inviare un’ultima “stoccata” all’ex premier: “Non è che c’è una spaccatura tra me e Monti – ha detto – c’è una spaccatura tra Monti e il resto del mondo”.

E che le cose, anche all’interno di Scelta Civica, non siano poi così chiare, lo dimostrano le interviste rilasciate da due “montiani” doc come Andrea Olivero e Linda Lanzillotta. “C’è una contraddizione profonda tra il progetto a cui alcuni hanno iniziato a lavorare dopo le elezioni e quello per il quale avevamo preso i voti – ha dichiarato la senatrice di Sc – E questo è un elemento di slealtà nei confronti dell’elettorato. Spero che il gesto di Monti possa dare la scossa per fare chiarezza e tornare ai nostri fondamentali smarriti”.

Diversa l’opinione di Andrea Olivero: “Nelle parole di Monti c’è una dismisura che nasce dal risentimento – ha commentato in un’intervista rilasciata alla Stampa – Ma tra noi ci sono contrasti, non complotti. Dissensi certo, non tradimenti. Per lui Letta è inginocchiato a Brunetta, per noi no”. “E’ un grande uomo di Stato e con lui siamo tutti in debito – ha precisato l’ex responsabile delle Acli riferendosi a Monti – ma un conflitto di idee non è lesa maestà“.