Commissione Antimafia: Rosy Bindi presidente, ma è bufera col Pdl

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:28

Rosy Bindi

 

La saga delle “larghe intese” si è arricchita ieri dell’ultimo avvincente episodio che ha riportato allo scoperto le tensioni tra i due partiti più grandi. La democratica Rosy Bindi è stata eletta nuovo presidente della Commissione parlamentare Antimafia, suscitando le ire degli “alleati” del Pdl. A votarla sono stati gli esponenti del Pd, quelli di Sel e i Socialisti, mentre Scelta Civica ha preferito astenersi e il Pdl ha addirittura disertato la seduta.

A far infuriare i “berlusconiani” l’imposizione – a loro dire – della Bindi da parte del Pd, che non si sarebbe minimamente preoccupato di trovare la sintesi su un nome condiviso. Da qui la scelta di non partecipare al voto di ieri, disconoscendo da subito la neo-presidente. “Se avesse un minimo di senso delle istituzioni – ha commentato a caldo Renato Brunetta – Rosy Bindi si dovrebbe dimettere immediatamente dalla presidenza della Commissione parlamentare Antimafia: un ruolo così delicato non può essere appannaggio di una sola parte politica”.

“L’atteggiamento del Pd è stato ancora una volta incomprensibile – ha rincarato il capogruppo del Pdl alla Camera – Le istituzioni dovrebbero essere luogo di incontro, di dialogo e di sintesi tra le diverse forze politiche. Quando una di queste si intestardisce e si trincera dietro ad una posizione preconcetta e irremovibile – ha rilevato Brunetta – viene meno il sano confronto che sarebbe auspicabile fosse il sale della democrazia in Parlamento e ancor di più tra alleati di una grande coalizione di governo”.

A dargli man forte il collega al Senato, Renato Schifani“La delegazione del Pdl non parteciperà ai lavori della commissione per l’intera legislatura – ha annunciato – denunciando con questo atto l’irresponsabilità del Pd ed affermando la necessità di avere alla presidenza di una commissione così importante una personalità condivisa dall’insieme delle forze politiche”. 

Parole che non sembrano turbare più di tanto la “veterana” del Pd: Non posso non rispettare le 25 persone che mi hanno votato – ha detto Rosy Bindi escludendo la possibilità di rinunciare all’incarico appena assegnatole – So che devo essere la presidente di tutti, ma non lo posso fare se loro non mi riconoscono come tale. Mi auguro che si creino presto le condizioni per lavorare”. “Se tutti insieme facciamo un piccolo passo – ha aggiunto poco dopo la neo presidente – riusciremo a ricordarci che siamo qua per combattere la mafia e non per farci la guerra tra di noi”. A coadiuvarla, nelle vesti di vicepresidenti, ci saranno Luigi Gaetti del M5S e Claudio Fava di Sel.