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Dietrofront di Monti: Resto in Scelta Civica

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Mario Monti

 

Il “dilettantismo” politico di Mario Monti si manifesta (forse) nei suoi frequenti ripensamenti. Dopo aver annunciato le sue dimissioni da presidente di Scelta Civica e il conseguente passaggio al Gruppo Misto, il Professore di Varese è ieri tornato sui suoi passi e, in una lettera indirizzata al nuovo presidente, Alberto Bombassei, e ai senatori e ai deputati del movimento, ha ufficializzato il suo dietrofront.

“Vi comunico che sarò lieto di continuare a far parte, come senatore a vita, del gruppo di Scelta Civica al Senato”, ha scritto l’ex presidente del Consiglio. “Vi auguro buon lavoro, fiducioso che vorrete adoperarvi per rafforzare sia la coesione interna di SC – ha puntualizzato Monti – sia l’affermazione chiara della sua peculiare ed autonoma identità, anche attraverso una maggiore incisività delle posizioni del nostro movimento nel governo, nel Parlamento e nell’opinione pubblica”.

“E’ questo, credo, il contributo specifico che SC è chiamata a dare – ha aggiunto sul finale l’ex tecnico – se vogliamo evitare che un grigiore indistinto delle posizioni – forse sinceramente ispirate ad un senso di ‘responsabilità’ e di ‘stabilità’ ma, temo, con uno sguardo un po’ corto – freni l’opera ormai urgente di trasformazione dell’Italia”. Un “pungolo” (neanche troppo velato) a chi, all’interno del suo gruppo parlamentare, ha tentato in ogni modo di “blindare” il governo manifestano scarso entusiasmo per alcune sue dichiarazioni critiche.
Ma gli “scossoni” all’interno di SC non finiscono qui. La linea politica emersa nel corso dell’ultimo Direttivo, che aveva deciso di procedere con la “separazione” dall’Udc di Casini, è stata sconfessata dai senatori che hanno ieri ottenuto le dimissioni del capogruppo Gianluca Susta. A prevalere è stato, infatti, l’orientamento sponsorizzato dal ministro della Difesa, Mario Mauro (in forte contrasto con Monti), che esclude nel modo più categorico di separare le sorti politiche di Scelta Civica da quelle dei “casiniani”.
Non posso non esprimere la mia personale soddisfazione per aver difeso e rappresentato, nel rispetto di tutti, una linea coerente con il profilo liberale, popolare e riformista di SC – ha commentato, dal canto suo, il dimissionario Susta – che non può assolutamente essere sacrificata sull’altare di una deriva che accomuna l’Udc a una minoranza di Scelta Civica e che si incontrerà fatalmente con questo centrodestra stabilmente dipendente dalla leadership di Berlusconi“.

 

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