Legge elettorale: Napolitano accelera (senza le opposizioni)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:22

Giorgio Napolitano

 

Sull’attivismo politico di Giorgio Napolitano, il dibattito s’infiamma ogni giorno di più. A coloro che ammirano la prontezza del capo dello Stato riconoscendolo come unico vero garante della tenuta del governo e della stabilità del Paese, si contrappongono, infatti, coloro che riscontrano nelle sue quotidiane iniziative delle “invasioni di campo” belle e buone.

Di certo il due volte presidente della Repubblica è tra gli osservatori più attenti delle dinamiche politiche interne, sulle quali non rinuncia (quasi mai) a dire la sua. Tra le preoccupazioni del capo dello Stato ci sono sicuramente le riforme e, in particolare, quella elettorale. Per questo Napolitano ha (ben)pensato di convocare ieri mattina al Quirinale una delegazione di governo e maggioranza per fare il punto della situazione.

A colloquio col capo dello Stato c’erano ieri i ministri Gaetano Quagliariello (Pdl) e Dario Franceschini (Pd) e i capigruppo di Pd, Pdl e Scelta Civica al Senato, Luigi Zanda, Renato Schifani e Gianluca Susta, con la presidente della commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro (Pd). A loro Giorgio Napolitano avrebbe chiesto aggiornamenti sull’iter parlamentare della riforma elettorale, insistendo sulla necessità di accelerare i tempi della discussione. Il presidente della Repubblica vorrebbe, infatti, evitare che la Corte costituzionale – che il prossimo 3 dicembre si pronuncerà sulla possibile incostituzionalità del Porcellum –  “rubi la scena” al Parlamento segnando un altro clamoroso fallimento della politica.

L’incontro di ieri al Quirinale ha però suscitato le ire di chi non è stato invitato, ovvero le opposizioni. A “insorgere” per prima la Lega Nord: “Ritengo inaccettabile, inaudito e assolutamente non previsto dalla Costituzione il vertice di maggioranza che ha convocato il presidente Napolitano al Quirinale – è sbottato Roberto Calderoli – Non spetta certo al capo dello Stato convocare vertici di maggioranza, soprattutto in relazione a una materia squisitamente parlamentare come la materia elettorale”.

Non meno arrabbiato il “portavoce” del M5S, Beppe Grillo, che ieri è tornato nelle piazze: “Oggi, senza dire niente a nessuno – ha riferito il blogger – il presidente Napolitano ha convocato degli esponenti del Pd e del Pdl, senza convocare uno del M5S che rappresenta 9 milioni di persone, li ha invitati quasi di nascosto per modificare la legge elettorale. Passeremo dal Porcellum al Napolitanellum – ha ironizzato Grillo – Abbiamo già dato al nostro studio legale l’incarico di chiedere l’impeachment al presidente Napolitano”.

E a stigmatizzare l’incontro ristretto di ieri al Colle è stata anche la senatrice Loredana De Petris di Sel: “Crediamo sia davvero inconsueto e inaccettabile che sulla modifica della legge elettorale Napolitano incontri, come è accaduto oggi, solo i partiti della maggioranza – ha osservato – Da sempre chiediamo l’abrogazione del Porcellum perché vogliamo che sia effettivamente restituito agli elettori il diritto di scegliere i propri rappresentanti. E pretendiamo che ci sia la garanzia che la nuova legge – ha messo in chiaro la De Petris – non cristallizzi (pessime) larghe intese, ma affermi il principio dell’alternanza”.

Sulla “mancanza” del Quirinale è intervenuto, in serata, l’ufficio stampa del presidente: “Quello di oggi è stato solo un primo giro di consultazioni – hanno spiegato – Il Quirinale si riserva di ascoltare i vari gruppi di opposizione, nelle modalità più opportune”.