Brunetta e gli altri: altolà al governo e ai ministri Pdl

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:21

Brunetta e Berlusconi

 

“O il premier cambia la legge di Stabilità ed evita decadenza Berlusconi, o larghe intese finite”. Nell’economia dei caratteri imposta da twitter, il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, è riuscito comunque a consegnare ieri un messaggio quanto mai eloquente al governo.

L'”agibilità politica” del Cavaliere rappresenta un punto non negoziabile per l'”ala dura” dei pidiellini, che hanno preso di mira anche i “governisti” del loro partito. “E’ singolare che i nostri ministri del Pdl – ha osservato polemica Anna Maria Bernini – trovino occasione, nel loro consueto profluvio di interviste, per esprimere tante perplessità e distinguo sul rilancio di Forza Italia, ma dimentichino di chiarire la loro posizione su questioni che non sono irrilevanti. In politica – ha rincarato la berlusconiana doc – parlano i fatti, non le parole. E sulla decadenza di Berlusconi finora i ministri, oltre alle parole, non hanno sviluppato in Cdm alcuna iniziativa per chiarire definitivamente la non retroattività della legge Severino”.

Giudizio condiviso anche da Mara Carfagna, che ha scelto di ricorrere a parole meno “ruvide”: “Bisogna avere il coraggio di non essere subalterni ad alcuna logica rinunciataria e di incidere sulle scelte”, ha mandato a dire ai ministri targati Pdl, ai quali ha sostanzialmente chiesto di non retrocedere sulla legge Severino che rischia di accompagnare Silvio Berlusconi fuori dal Parlamento.

Il nervosismo all’interno del partito, che sta vivendo con sofferenza l’annunciata transizione dal Pdl a Forza Italia, non accenna insomma a smorzarsi. E i rumors tornati a circolare ieri su una possibile candidatura di Marina Berlusconi alla guida del partito non hanno fatto che avvelenare ulteriormente il clima.

 

 

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