Renzi chiude la tre giorni alla Leopolda: Mai più inciuci

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Il discorso conclusivo di Matteo Renzi alla Stazione Leopolda di Firenze ha conquistato le prime pagine dei giornali e i titoli di apertura di tutti i telegiornali. L’operazione politico-mediatica dell’ex “rottamatore” ha colto, ancora una volta, nel segno facendo lievitare le sue “quotazioni” nella corsa alla segreteria del Pd.

Nel suo intervento di ieri, Renzi ha sfiorato tutti i temi al centro del dibattito politico: “Noi siamo i custodi del bipolarismo e dell’alternanza – ha detto – Mai più inciuci e larghe intese”. Parole che potrebbe suonare come una “minaccia” al governo retto da Enrico Letta e che, per questo, Renzi ha voluto integrare: “Dire questo – ha puntualizzato il democratico – non vuol dire essere contro il governo”. 

E poi la riforma elettorale (“Si deve votare con la legge dei sindaci”) e la riforma della giustizia (“Basta con le leggi ad personam”) e i 4 punti su cui l’aspirante segretario del Pd intende puntare tutto: Italia, Europa, lavoro ed educazione – ha scandito Renzi – faremo iniziative su ognuno di questi impegni e alla prossima Leopolda si farà la verifica”. Il tutto, ha aggiunto il sindaco di Firenze, all’insegna della semplicità, intesa come ingrediente essenziale per avviare il cambiamento.

“La sinistra deve cambiare – è tornato a dire Renzi – La sinistra che non cambia si chiama destra”. E poi l’ennesimo riferimento ai voti dei delusi di Grillo e Berlusconi che intende intercettare; la precisazione che non si può contare sull'”uomo solo al comando”, ma che non bisogna, per questo, avere paura della leadership; e il fortissimo apprezzamento tributato agli imprenditori italiani: “Sono loro i veri eroi”, ha tagliato corto il democratico.

E la nota polemica finale, con la risposta allo sfidante alla segreteria, Gianni Cuperlo, che nei giorni scorsi aveva denunciato la scarsa presenza di bandiere del Pd alla kermesse di Firenze: “C’è questa questione del perché non ci sono bandiere del Pd. Il problema non è quello – ha spiegato il sindaco toscano – il problema è che non ci sono le croci sulla scheda“.