La promessa del governo: Su cuneo fiscale deciderà Parlamento

Saccomanni, Letta, Alfano

 

Cuneo fiscale e privatizzazioni: sarebbero state queste le “pietanze” offerte ieri nel corso del pranzo di lavoro organizzato a Palazzo Chigi. Seduti intorno al tavolo, insieme al premier Enrico Letta, c’erano i ministri Fabrizio Saccomanni e Dario Franceschini, il vicepremier Angelino Alfano e i viceministri all’Economia, Stefano Fassina e Luigi Casero.

Al centro delle discussioni, come accennato, la nuova legge di Stabilità che passerà presto al vaglio del Senato e della Camera. A suscitare preoccupazione è la parte relativa al cuneo fiscale su cui si è già largamente favoleggiato. Letta e i ministri avrebbero ribadito ieri che a decidere sulla ripartizione delle risorse reperite dal ministero dell’Economia sarà il Parlamento, che potrà optare per una soluzione diluita nei 12 mesi (che dovrebbe far risparmiare ai lavoratori non più di 14 euro al mese) o per una tantum più sostanziosa.

Nel corso del pranzo, si sarebbe anche discusso delle dismissioni e delle privatizzazioni che il governo potrebbe autorizzare per “fare cassa”. Nessun impegno preciso sarebbe stato preso e ogni comunicazione ufficiale sarebbe stata rimandata alla fine dell’anno, quando il comitato incaricato dal ministero delle Finanze di occuparsi specificamente di questo riporterà le conclusioni del proprio lavoro.

Intanto le sigle sindacali hanno ieri ribadito il loro scarso apprezzamento per la manovra partorita dal governo confermando la convocazione di uno sciopero generale di 4 ore a metà novembre. Ma se il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, e quello della Uil, Luigi Angeletti, hanno aperto alla possibilità di revocarlo – se il governo dimostrerà di accogliere i loro suggerimenti – la numero uno della Cgil, Susanna Camusso, si è invece mostrata inamovibile: “Quattro ore di sciopero – ha detto la sindacalista – sono lo strumento per fare pressione. Ci auguriamo sia sufficiente per il cambiamento”.