Lou Reed: morto il re del rock e la voce dei Velvet Underground

LOUMorto Lou Reed, re del rock – Chi di noi non conosce Lou Reed? Nato nel 1941, figlio di una famiglia borghese ebraica, decise durante gli anni 60 di scandalizzare il mondo introducendo il rock «stardom» che parlava di diversità, di tossici e di omosessuali. L’ex leader dei Velvet Underground è morto l’altro ieri, domenica 27 ottobre, dopo una vita dedicata agli eccessi. Il suo agente, Andrew Wylie, ha spiegato che il decesso è dovuto a una malattia legata al recente trapianto di fegato, al quale la leggenda del rock si era sottoposta a maggio scorso. La sua carriera era cominciata negli anni Sessanta, come frontman dei Velvet Underground dando vita ad un rock alternativo, glam e punk che lo ha trasformato in una delle leggende della musica mondiale. Il musicista ha vissuto accanto a personaggi davvero d’ispirazione come Andy Warhol che produsse il primo disco dei Velvet Underground nel 1967, era il “banana album”, chiamato così per la banana della copertina disegnata dallo stesso Warhol, uno dei segni distintivi del gruppo.

I Velvet Underground non dureranno molto, negli anni Settanta Reed torna prepotentemente sulla scena grazie all’aiuto di David Bowie, che proprio a Reed si era ispirato al suo esordio, il Duca Bianco produce Transformer, l’album del 1972 all’interno del quale trovano spazio alcuni dei pezzi più belli di tutta la carriera di Lou: Perfect Day, Satellite of love, Vicious e Walk on the wild side. Grazie al successo di Transformer, Reed può permettersi di sperimentare nuove vie musicali nei dischi successivi. Nel frattempo, però, continua la sua forte dipendenza alle metanfetamine. Nel 1996, il film Trainspotting rilancia in grande stile la sua canzone più nota, Perfect Day, della quale nel 1997 il cantante ha realizzato una versione con altri grandi artisti inglesi per raccogliere fondi per l’Unicef. Negli ultimi anni, Lou Reed ha dovuto pagare lo scotto degli eccessi di una vita, fino al trapianto di fegato dello scorso maggio, a luglio era stato ricoverato per una grave forma di disidratazione e domenica è morto.

Patti Smith, dopo la compagna Laurie Anderson, era la persona a lui più vicina e, dopo la notizia della scomparsa del musicista, ha dichiarato: “Ero così coinvolta dalla sua musica. L’ho studiata a lungo. Era un processo che mi parlava, un processo di fusione della poesia con il ritmo, un loop pulsante. Tanti di noi hanno tratto beneficio dal lavoro da lui compiuto… Siamo tutti in debito con lui. Un debito che molti di noi non sono molto felici di avere. A volte vorresti immaginare di aver fatto tutto da solo. Ma penso che tutti debbano stare in fila per dire grazie a Lou, a modo proprio”. Come ha detto una persona a me molto vicina, dopo aver appreso la notizia, addio Lou testimone di un mondo in un tempo in cui angeli e demoni passeggiavano liberi fra la gente.