Sel e il “salasso” dei centesimi

Centesimi

 

Nel dibattito politico nazionale, avvelenato da discordie e crisi perenni, la mozione presentata da Sel contro i centesimi di euro rischia di attirare qualche beffardo sorrisetto. Ma merita, a nostro avviso, per lo meno di essere menzionata.

Stando ai calcoli elaborati dal movimento di Nichi Vendola, infatti, la fabbricazione dei centesimi di piccolo taglio non sarebbe affatto un affare. Almeno per il nostro Paese. “I costi di fabbricazione di ciascuna moneta da 1 centesimo si legge in una nota diffusa da Sel – ammonterebbero a 4,5 centesimi; quelli di ciascuna moneta da 2 centesimi a 5,2 centesimi; quelli di ciascuna moneta da 5 centesimi a 5,7″. 

Di più: “Dall’introduzione dell’Euro ad oggi – si precisa ancora nella nota – la Zecca avrebbe fuso oltre 2,8 miliardi di monete da un centesimo, 2,3 miliardi di monete da 2 cent e circa 2 miliardi di monete da 5 cent, per un costo complessivo di 362 milioni di euro a fronte di un valore reale di 174 milioni“. 

Da qui l’idea di presentare una mozione alla Camera – primo firmatario, il tesoriere nazionale di Sel, Sergio Boccadutri – sui costi di fabbricazione delle suddette “monetine” che rischiano di aggravare ulteriormente lo stato di salute delle finanze pubbliche. La mozione è stata sottoscritta anche da alcuni deputati del Pd, di Scelta Civica e del Movimento 5 Stelle.