Pdl: Berlusconi anticipa Consiglio nazionale, i “govenisti” meditano sul da farsi

Berlusconi, Cicchitto e Alfano

 

Non c’è pace nel partito di Silvio Berlusconi, che ieri ha deciso di ascoltare le “sirene lealiste” che lo hanno invitato ad anticipare il Consiglio nazionale del Pdl. A conclusione dell’incontro con Raffaele Fitto &co, l’ex premier si sarebbe persuaso dell’opportunità di accelerare i tempi convocando per il prossimo 16 novembre la delicata riunione. La data indicata nelle scorse settimane era quella dell’8 dicembre (in concomitanza con le primarie del Pd), ma i continui sviluppi sul fronte politico avrebbero convinto Berlusconi della necessità di giocare d’anticipo.

Rispetto a cosa? Rispetto al voto sulla sua decadenza che si svolgerà al Senato il prossimo 27 novembre. Una data cruciale per le sorti del Pdl e non solo. Il Cavaliere vorrebbe entrare nell’Aula di Palazzo Madama (verosimilmente per l’ultima volta) come leader della rinata Forza Italia per consegnare a tutti i parlamentari l’immagine di un “capo” che è riuscito, ancora una volta, a dettare la linea e ad indicare la rotta.

Ma i malumori all’interno del partito non si sono certo sopiti. Anzi: l’annuncio della convocazione anticipata del Consiglio nazionale ha fatto storcere il naso a più di uno. Come Fabrizio Cicchitto che, interpellato oggi dai cronisti, ha tradito scarso entusiasmo. “E’ una partita tutta da vedere – ha commentato il “governista” – La riunione è prevista per il 16, c’è tutto il tempo per riflettere e per decidere”. Come dire che, tra le opzioni da vagliare, c’è anche quella di disertare l’incontro.

“Non possiamo precipitare il Paese in una crisi di governo – ha continuato nel suo ragionamento Cicchitto – Oltretutto sarebbe un autogol per il Pdl, perché avremmo un governo di scopo senza di noi e contro di noi che farebbe una nuova legge elettorale”. “Se la nuova Forza Italia è un partito con una direzione collegiale e collettiva ci entro – ha risposto a esplicita domanda l’ex capogruppo del Pdl alla Camera – se è guidato da un gruppo estremista senza dialettica democratica non ci entro”.