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M5S: al via consultazione online su reddito di cittadinanza

Beppe Grillo

 

Una proposta ispirata al primo punto programmatico del movimento, quello che invita a “non lasciare nessuno indietro”. E’ il disegno di legge annunciato ieri dal M5S sul reddito di cittadinanza che, prima di essere presentato in Parlamento, passerà al vaglio degli iscritti che potranno “emendarlo” sulla Rete.

“Il reddito di cittadinanza nasce dal basso e in Rete – hanno scritto ieri in una nota i “pentastellati” – La proposta sarà messa in discussione con tutti i 90.000 iscritti certificati al Movimento 5 Stelle tramite l’applicazione online attiva da due settimane”. “Decine di migliaia di cittadini potranno avanzare proposte, critiche e modifiche migliorando la legge – continua la nota diffusa dai 5 Stelle – Dopo questo processo di discussione democratica e diretta dal basso e in Rete, la legge sul reddito di cittadinanza sarà ufficialmente depositata in Parlamento da parte dei portavoce M5S. Sarà la prima legge al mondo – si precisa in conclusione – che approderà in un Parlamento dopo essere stata discussa in Rete da migliaia di cittadini”.

Ma in cosa consiste la proposta iniziale su cui gli iscritti-internauti potranno intervenire? Il disegno di legge prevede, in sostanza, di destinare una cifra pari a 600 euro mensili a chi non percepisce nulla o di integrare (fino al raggiungimento dei suddetti 600 euro) le pensioni più basse. In che modo? Procedendo con i tagli alle spese militari e alle “pensioni d’oro”, estendendo il pagamento dell‘Imu alla Chiesa e inasprendo la tassazione sui giochi d’azzardo.

La notizia è stata accolta con cauto entusiasmo dal leader di Sel, Nichi Vendola: “Anche il M5S dopo Sel presenta una proposta per il reddito minimo? Bene – ha commentato su facebook – Nei cassetti della Camera si trova pure quella di alcuni deputati del Pd. E’ una legge giusta che il Parlamento ora può votare, perché una maggioranza è possibile. Approvarla – ha spiegato il governatore della Puglia – sarebbe finalmente una lezione di buona politica”.

Di tutt’altro avviso il viceministro all’Economia, Stefano Fassina“Il livello di demagogia nella discussione pubblica di proposte economiche è sempre più alto – ha detto – Grillo però supera tutti, impresa non facile dati i competitor in campo”. Secondo i calcoli elaborati dal viceministro, il ddl del M5S necessiterebbe di una copertura di 30 miliardi all’anno, al fronte dei 4 che (sempre secondo Fassina) sarebbe possibile reperire coi tagli ipotizzati dai “pentastellati”. “Le balle di Grillo sono sempre più grosse – ha affondato il vice di Saccomanni – Il nuovo che avanza”.