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Pittella: Regole Pd? Da ospedale psichiatrico

Gianni Pittella

 

Gianni Pittella è il candidato alla segreteria del Pd che, secondo tutti, ha le chance meno robuste di arrivare al traguardo finale. L’europarlamentare della Basilicata è stato intervistato ieri da Repubblica Tv e si è tolto più di un “sassolino” dalla scarpa.

Le regole del Pd? “Da ospedale psichiatrico“, ha risposto a bruciapelo Pittella, che non ha lesinato critiche su alcuni passaggi del regolamento del suo partito. “Questa regola di far passare solo tre candidati alle primarie nasce dallo Statuto perché quando fu fatta – ha spiegato il democratico – si pensava che i candidati sarebbero stati più di 4 e si voleva ridurre il numero per evitare di fare primarie aperte per 10 persone”.  “Questa volta però i candidati sono solo 4 – ha continuato nel suo ragionamento Pittella – e noi chiameremo i nostri iscritti a votare per stabilire chi dei 4 va fuori e per scegliere i 3 che vanno alle primarie. Mi sembra veramente demenziale“.

Non meno “puntuto” il suo intervento sulla questione Imu“Intorno all’Imu c’è una situazione di caos indecente – ha tagliato corto l’aspirante segretario del Pd – Dico al governo: non basta dire che non si pagherà la seconda rata dell’Imu, bisogna far capire agli italiani come funzionerà la nuova tassa sulla casa perché questo clima di incertezza generale non fa bene a nessuno”. Di più: “Chi parla di ripresina mi inorridisce – ha rincarato l’europarlamentare – La ripresina è come l’oppio, se ne deve rendere conto anche il governo. A cui dico: non traccheggiare, fai scelte chiare. E se non sei in grado di fare scelte chiare – ha continuato Pittella – meglio fare la riforma elettorale e andare al voto”.

E da buon meridionale, il democratico di Lauria (provincia di Potenza) ha rivendicato il merito di aver introdotto il tema “suddista” nel dibattito delle primarie: “Anche grazie alla mia candidatura, Cuperlo e Civati si sono interessati alle questioni del Sud che non conoscevano – ha detto Pittella – Al candidato Renzi faccio, invece, una tiratina d’orecchie perché almeno quando viene nel Sud – ha spiegato il democratico – si dovrebbe ricordare che esiste una questione meridionale e una possibilità che il Mezzogiorno partecipi alla rinascita del nostro Paese. Senza il Mezzogiorno non cresce nemmeno il Nord Italia – ha scandito Pittella – ricordiamocelo sempre”.