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Serie A, dodicesima giornata 2013/14: il pagellone dell’ignoranza – il top e flop più amarcord del web

Prima dell’ennesima pausa dedicata alle Nazionali (una pausa che non abbiamo mai troppo apprezzato, per l’impedirci di godere spasmodicamente della Serie A), la dodicesima giornata della massima serie ci offre diversi spunti: dalla Roma che pare tornata coi piedi per terra (al secondo pareggio consecutivo, è riuscita a dilapidare il vantaggio conquistato col filotto di vittorie), alla Juve trionfatrice dinnanzi al Napoli di Don Rafaè; dal pareggio a reti bianche del Milan contro il Chievo Verona (con Allegri sempre più in difficoltà: se non arrivasse a mangiare il panettone, riuscirebbe a seguire il destino di mostri sacri della fine dei ’90 e dei primi dei ’00 come Tabarez e Terim), all’Inter che supera il Livorno anche grazie all’autorete di Bardi (giocatore di proprietà dell’Inter: non pochi hanno pensato al biscottone). Eppoi, c’è Javier Zanetti, nell’Inter, che torna da un grave infortunio dopo quasi sei mesi, all’età di quarant’anni, come fosse un ragazzino qualunque. Se a lui sarebbe andato con ogni probabilità un top, per questa settimana l’unico originale pagellone dell’ignoranza si limita ad un unico grande flop.

Dedicato ad una compagine militante nelle serie minori (in Lega Pro, per la precisione): la Nocerina, autrice di una delle farse più vergognose nella storia recente del giuoco del pallone.

Ma lasciamo la parola al top e flop più amarcord del web, a cura degli amici del Nicolone (ormai transferitisi in toto in Football Nostalgia Novanta – Storie senza tempo di un calcio senza creste).

FLOP – NOCERINA

C’era una volta un gioco bellissimo, fatto di passione e romanticismo; di Coppe delle Coppe e mondiali americani; di tornei estivi e birre ruttate in faccia; di panini con la frittata allo stadio e Peroni da 66 svuotate davanti a una diretta del Parma su TMC; di attaccanti brasiliani che sparivano al richiamo del carnevale e rientravano come se niente fosse segnando 5 gol in due partite e poi sparendo per altre sei; di pomeriggi al campetto armati di Tango e Mizuno sognando di partecipare al “Vinci campione”; di portieri pazzi che battevano le punizioni. C’era una volta uno sport fatto di difensori con scarpe nere a sei tacchetti in ferro e di fantasisti che con sprezzo del pericolo tentavano comunque il tunnel. C’era una volta, si è spento in un triste fine settimana di novembre, l’ha ucciso la Nocerina. Voto 0