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Il giorno del boom: nel Pdl è scissione

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Alfano e Berluscono

 

L’ultima chiamata all’unità formalizzata ieri da Silvio Berlusconi in quel messaggio destinato a tutti i pidiellini non ha sortito l’effetto sperato. E in serata è arrivato l’annuncio choc di Angelino Alfano: “Non entreremo in Forza Italia”, ha detto il vicepremier a nome dei cosiddetti “governisti”.

La scissione tanto vaticinata si è dunque consumata ieri sera, a conclusione di una giornata convulsa (dalle parti di Palazzo Grazioli), scandita da incontri e mancati accordi. Alla fine i ministri del Pdl e i parlamentari convinti della necessità di sostenere il governo hanno scelto di andarsene per la loro strada e di dare vita a nuovi gruppi parlamentari che si riconosceranno sotto la dicitura di “Nuovo centrodestra”.

“Mi trovo qui per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere: non aderire a Forza Italia – sono state le parole di Angelino Alfano – Questa mia scelta nasce dal fatto che queste settimane mi hanno dato la riprova di quanto abbiano prevalso le forze più estreme all’interno del nostro movimento politico”. “Sento fortissimo il bisogno di ribadire che in questi 20 anni – ha spiegato il vicepremier – non abbiamo sbagliato speranze, ideali e persona. Siamo amici del presidente Berlusconi a cui ribadiamo amicizia e sostegno. Lo sosterremo all’interno del governo, a iniziare da una giustizia più giusta e dall’abbassamento delle tasse”.

“Saremo attaccati ma non avremo paura – ha aggiunto l’ex segretario del Pdl – combatteremo per affermare le nostre idee. Questa sera abbiamo un grande alleato: la nostra buona coscienza, la buona coscienza di chi le ha provate tutte prima di arrivare a questa decisione”. 

E a fornire ulteriori dettagli è stato il senatore Roberto Formigoni, ospite ieri sera della trasmissione televisiva Otto e mezzo. Stando alla cronaca dell’ex governatore della Lombardia, gli “alfaniani” avrebbero avanzato a Silvio Berlusconi due richieste: quella di non staccare la spina al governo e quella di aprire alla convocazione delle primarie per rinnovare i posti di comando a tutti i livelli. Richieste che il Cavaliere avrebbe in un primo momento accolto, ma che – dopo un incontro con i cosiddetti “lealisti” – sarebbero poi state rigettate. Da qui la scelta di intraprendere un nuovo percorso, parallelo a quello che Forza Italia inaugurerà oggi, nel corso del Consiglio nazionale “dimezzato”.

Le reazioni all’annuncio della clamorosa scissione non sono ovviamente mancate. Il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, ha immediatamente rassegnato le sue dimissioni dall’incarico. Ma a commentare con particolare severità la mossa dei “governisti” è stato, ovviamente, Raffaele Fitto: “Da Alfano è venuto un atto gravissimo contro la sua stessa storia e contro Silvio Berlusconi, i nostri programmi e i nostri elettori. Il vero popolo di centrodestra giudicherà“. Non meno tranchant l’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: “Quello compiuto da Alfano e governativi è un gesto di cui dovranno rispondere alla loro coscienza e ai nostri elettori – ha detto – Abbandonare Silvio Berlusconi è un atto di profonda viltà“.

 

 

 

 

 

 

 

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