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Maroni e Alfano: prove di alleanza futura

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Maroni e Alfano

 

A due giorni dal suo “debutto” sulla scena politica nazionale, il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano punta tutto sull’auto-promozione. E non solo, come è ovvio, sui mezzi d’informazione, ma anche nelle sedi istituzionali considerate più strategiche. Per questo Angelino Alfano e Maurizio Lupi hanno raggiunto ieri il governatore della Lombardia (nonché segretario federale della Lega) Roberto Maroni al Pirellone. Per gettare le basi di un’intesa che potrebbe avere significativi riverberi sul futuro assetto politico nazionale.

Il nuovo movimento politico consta di 30 senatori e 29 deputati: Laura Bianconi è la neo capogruppo al Senato, mentre Enrico Costa si occuperà di “coordinare” i deputati che hanno scelto di non aderire a Forza Italia. Tra i nomi più noti: i senatori Roberto Formigoni, Carlo Giovanadi, Gaetano Quagliariello, Renato Schifani, Andrea Augello, Antonio D’Alì e Maurizio Sacconi. Mentre alla Camera a seguire Angelino Alfano sono stati (tra gli altri) Nunzia De Girolamo, Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin, Fabrizio Cicchitto, Eugenia Roccella e Barbara Saltamartini.

Ma Angelino Alfano sa che la strada da percorrere è ancora lunga. Accompagnato ieri dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, il vicepremier ha fatto visita al governatore della Lombardia, Roberto Maroni, al quale ha sostanzialmente proposto di cementare un’intesa. “La Lega Nord è un interlocutore privilegiato del Nuovo Centrodestra”, è stata la sintesi fornita dal ministro Lupi, a  conclusione dell’incontro avuto con Maroni. Che, dal canto suo, ha dichiarato: “Ho grande interesse per questo progetto. Lo dico non solo come segretario della Lega Nord, ma anche da governatore perché in Regione Lombardia – ha spiegato il leader del Carroccio – la presenza di esponenti della nuova formazione politica è importante e rilevante. E ho avuto conferma che la nostra azione di governo sarà sostenuta dal Nuovo Centrodestra”.

Il sentore è che tanto Angelino Alfano quanto Roberto Maroni – che spera di cedere il posto al candidato segretario da lui sostenuto, Matteo Salvini – sappiano perfettamente che la partita più avvincente si giocherà su scala nazionale e stiano, per questo, preparando il terreno per un’intesa futura. “Affrancatisi” dai due ingombranti padri nobili, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, i due ex “delfini” sembrerebbero intenzionati a fornire la loro personale riproposta dell’antica alleanza nel recinto del centrodestra, puntando su un’innovazione tutta da dimostrare.

 

 

 

 

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