Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Rubygate, arrivano le motivazioni della sentenza: Berlusconi regista del Bunga bunga

Rubygate, arrivano le motivazioni della sentenza: Berlusconi regista del Bunga bunga

Ruby e Berlusconi

 

Nessuna buona notizia per Silvio Berlusconi che, in attesa della sua decadenza da senatore, ha dovuto ieri fare i conti con le motivazioni della sentenza con cui i giudici di Milano lo hanno condannato (in primo grado) a 7 anni di reclusione per concussione e induzione a prostituzione minorile.

Il caso è quello del famosissimo “Rubygate” o, se si preferisce, del “Bunga bunga” ormai noto a livello planetario. Nelle motivazioni consegnate dai giudici si legge che il presidente di Forza Italia non solo consumò rapporti sessuali con la marocchina Karima El Mahroug, ma era perfettamente a conoscenza della sua età (all’epoca dei reati contestati ancora minorenne). Di più: Silvio Berlusconi era il “regista” del cosiddetto “Bunga bunga”, ovvero di un quel “sistema prostitutivo” che coinvolgeva un numero importante di ragazze nella sua villa di Arcore.

Ragazze che – si legge ancora nelle motivazioni rese note ieri – insieme a Ruby, sono state pagate (con soldi e/o gioielli) dal Cavaliere per testimoniare a suo favore nel processo e per confermare la versione delle “cene eleganti”. Quanto all’accusa di concussione, i giudici sostengono che l’allora presidente del Consiglio, con la sua telefonata alla Questura di Milano la notte dell’arresto della giovane marocchina, esercitò un’innegabile pressione sul capo di Gabinetto, Pietro Ostuni, che obbedì alla richiesta di Berlusconi di consegnare Karima a Nicole Minetti perché “timoroso” delle possibili “ripercussioni” sulla sua carriera.

Il “profluvio” di accuse verbalizzate dai giudici di Milano ha scatenato le reazioni di tanti supporter del Cavaliere. Tra i primi a reagire Niccolò Ghedini e Piero Longo, difensori dell’ex premier: Una sentenza surreale – hanno commentato in una nota – in totale contrasto con gli elementi probatori, con la logica, con i fondamentali principi di diritto e con la giurisprudenza della Corte di Cassazione. Anche con tutta la migliore volontà accusatoria – hanno vaticinato i due avvocati – non sarà possibile confermare questa sentenza nei gradi successivi di giudizio”.

A indignarsi è stato anche il “fedelissimo” Sandro Bondi: “Le motivazioni della sentenza sul caso Ruby – ha dichiarato – confermano che ormai in Italia le sentenze sono completamente disancorate dai fatti e dal diritto, motivate dal furore e dal pregiudizio politico“. E non poteva mancare il commento della “pitonessa”: “Siamo di fronte ad un femminicidio giudiziario – è sbottata Daniela Santanchè – Donne magistrato che bollano a vita giovani donne come prostitute per avere chiesto o accettato regali da un uomo. Questa sentenza, oltre che falsa, è odiosa – ha denunciato la deputata di Forza Italia – perché usa la fragilità delle donne e le uccide socialmente con l’unico intento di colpire, per di più ingiustamente, un uomo”.