Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Convenzione Pd: Renzi, Cuperlo e Civati incalzano Letta

Convenzione Pd: Renzi, Cuperlo e Civati incalzano Letta

Cuperlo, Renzi, Civati

 

Su un giudizio i tre candidati alla segreteria del Pd sembrano convergere: le larghe intese, così come sono, non funzionano. Un punto su cui (nell’ordine) Pippo Civati, Gianni Cuperlo e Matteo Renzi – protagonisti ieri della convenzione del Pd che si è svolta a Roma – hanno battuto molto, snudando le differenze tra le loro proposte di partito.

“Abbiamo bisogno di uno schema politico più coraggioso – ha spiegato Civati – Io ho sempre manifestato il mio disagio verso le larghe intese. Non è un disagio contro le persone, Letta e i suoi ministri stanno facendo un lavoro straordinario, ma contro uno schema in cui mi ritrovo a fatica. Uno schema che, con tutto il rispetto e la soggezione che ho per Giorgio Napolitano ha precisato il democratico – credo sia troppo impegnativo per una forza come il Pd”. 

L’idea di Civati è, come è noto, quella di far scorrere i titoli di coda sul governo “benedetto” dal capo dello Stato e di proporre una nuova coalizione di maggioranza, che – dopo le elezioni – dovrebbe coinvolgere Sel e i Verdi. Diversa la ricetta proposta da Cuperlo: Il presidente del Consiglio un mese fa ci ha detto: siate esigenti – ha ricordato il “dalemiano” – Ecco è tempo di esserlo. E di dire al governo: troviamo assieme il coraggio di fare quello che il Paese si attende da noi. Ma buttiamole via, una volta per tutte, le ricette che ci hanno portato dove siamo. Non basta criticarle – ha insistito l’aspirante segretario – vanno cestinate”.

Non solo: nel passaggio immediatamente successivo, Cuperlo ha lanciato una “stoccata” al suo competitor principale, Matteo Renzi“Se tra noi c’è chi pensa che la via sia privatizzare le ferrovie e la Rai, prelevare 4 miliardi alle pensioni lorde sopra i 3.500 euro, avere un contratto unico e abolire l’articolo 18, tenersi la riforma Fornero, sposare la flessibilità e col Sindaco d’Italia passare da un regime parlamentare a una Repubblica presidenziale – ha detto Cuperlo – è giusto che lo dica. Ma è giusto dire, e io mi sento di dirlo qui, che quel disegno, quella visione, sono radicalmente sbagliati. E che parlare quella lingua e proseguire su quella strada – ha rincarato il democratico – non significa chiudere il ventennio. Vuol dire riprodurlo”. “Non simo il volto buono della destra, siamo la sinistra, è stato il climax del discorso di Cuperlo.

Impossibile per il sindaco di Firenze non replicare: “Ha ragione Gianni Cuperlo a dire che non siamo il volto buono della destra, ma non possiamo essere neppure il volto peggiore della sinistra – ha osservato – quello che non ha risolto il conflitto d’interessi e che ha mandato a casa Prodi. Chiedere di cambiare non significa ignorare la storia”. Quindi il messaggio al capo del governo: Ci siamo fatti dettare l’agenda dalla destra, ci siamo limitati a rincorrerli impauriti – è stata la severa lettura di Renzi – Ora basta, ora tocca a noi. Soltanto il Pd può salvare l’Italia. Dal 9 dicembre dovremo cambiare il rapporto con il governo, senza alcuno sgambetto, mantenendo la grande lealtà finora dimostrata. Il governo ha usato molto della nostra lealtà, pazienza e responsabilità – ha scandito l’aspirante segretario del Pd – ora deve usare le nostre idee“.