Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Il Senato dice sì alla Legge di Stabilità

Il Senato dice sì alla Legge di Stabilità

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Fiducia accordata al maxiemendamento del governo sulla legge di Stabilità. Almeno al Senato. A votare, in una seduta che si è protratta ben oltre la mezzanotte, sono stati ieri 171 senatori, a votare no 135. Tra questi, anche i neo “oppositori” di Forza Italia, che hanno espresso parere negativo insieme a Lega, Movimento 5 Stelle e Sel.

Ma l’approdo del testo in Aula è stato particolarmente travagliato. Durante la riunione in Commissione Bilancio, che doveva mettere il marchio di approvazione prima della presentazione in Aula, le discussioni si sarebbero prolungate al punto da sfiancare i partecipanti. Da qui l’impossibilità di presentare un testo chiaro e condiviso, che è stato infatti sostituito, in tutta fretta, dal maxiemendamento che ha ieri incassato la fiducia al Senato. Ma che ha fatto arrabbiare le opposizioni, che hanno proposto di rimandare la votazione per consentire a tutti di prendere visione delle “correzioni” apportate alla manovra. Proposta respinta dalla maggioranza dell’emiciclo, che ha alla fine concesso il disco verde.

Ma quali sono le principali misure inserite nel testo approvato ieri a Palazzo Madama? L’intervento più atteso era quello sul taglio del cuneo fiscale, che dovrebbe portare una detrazione massima di 225 euro mensili per i redditi tra i 15 mila e i 18 mila euro, con benefici a degradare fino ai 32 mila euro. Al posto dell’Imu arriva la Iuc (imposta unica comunale), che non dovrebbe coinvolgere (proprio come l’Imu) le prime case, salvo quelle di lusso.

Al via anche la sperimentazione, in alcune aree metropolitane, del reddito minimo garantito che dovrebbe “sostanziarsi” dal prelievo imposto alle “pensioni d’oro”. Le odiatissime cartelle esattoriali di Equitalia verranno pagate senza interessi, mentre il Patto di Stabilità inviso ai Comuni dovrebbe essere leggermente allentato, consentendo ai sindaci di far ripartire alcuni cantieri. Tra le misure previste, anche un fondo contro le calamità naturali che i risparmi legati alla riduzione del finanziamento pubblico ai partiti dovrebbero sostenere.

La legge, quasi sicuramente ulteriormente emendata, passerà adesso al vaglio della Camera dei deputati.