Il governo pasticcia sull’Imu: sindaci sul piede di guerra

Imu

 

Appena due giorni fa il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ai giornalisti convocati a Palazzo Chigi, aveva spiegato soddisfatto che l’impegno del governo era stato onorato: nessun cittadino italiano (fuorché i possessori di abitazioni di lusso) avrebbe dovuto pagare la seconda rata dell’Imu sulla prima casa.

Promessa che, però, pare non sia stata mantenuta. Non dappertutto. Le coperture individuate dal ministero di Saccomanni (2 miliardi e 150 milioni) non sarebbero, infatti, sufficienti a garantire l’abolizione del pagamento della seconda rata su tutto il territorio nazionale. A rimanere fuori ci sarebbero tutti quei Comuni (oltre 600) in cui l’aliquota base (il 4 per mille) è stata aumentata dai sindaci, creando una “discrepanza” tra le risorse predisposte dal governo e quelle realmente necessarie.

Risultato? La metà del gettito della tassa sulla prima casa in tutti questi Comuni sarà a carico dei contribuenti, che entro il 16 gennaio 2014 potrebbero dover pagare un “conguaglio” che – stando alle prime stime – si aggirerebbe intorno ai 40 euro (con picchi minimi di 31 e picchi massimi di 70/100 euro). I cittadini coinvolti sarebbero 4/5 milioni e tra loro ci sarebbero anche i residenti di molte grandi città come Milano, Napoli, Brescia, Verona, Genova, Bologna, Catania.

“Il governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell’Imu 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani – ha tuonato il presidente dell’Anci, Piero Fassino – I sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilità e spirito propositivo, ma non si può abusare della loro pazienza e tanto meno si può abusare della pazienza dei cittadini”. 

A battere i piedi per terra è stato anche il primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia:La decisione del governo di non dare ai Comuni l’intero gettito dell’Imu prima casa facendo pagare una parte ai cittadini, nonostante le promesse, è una follia – ha tagliato corto – Se così fosse, e confido ancora non sarà, saremmo allo scontro istituzionale“. Sul piede di guerra anche Luigi De Magistris“L’ipotesi che il governo non dia ai Comuni le risorse promesse non è proprio da prendere in considerazione – ha commentato il sindaco di Napoli – Se così fosse, ce le andremo a prendere. I sindaci si sono stancati di essere bancomat o esattori del governo”.

Sul presunto “scivolone” del governo Letta (che rimanda all’affaire “esodati” del governo Monti), nessuna fonte di Palazzo Chigi è ancora intervenuta.